Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2022

118

- Pubblicità -

Perché proprio a noi? Così si interroga Giuda Taddeo, stupito di quanto ha vissuto diventando discepolo, consapevole della misura sovrabbondante d’amore che ha invaso il suo cuore. Perché a noi? Perché a me?

Conosco persone infinitamente più meritevoli, tenaci, rette di me, che ti cercano, Signore, da tutta una vita senza mai trovarti. Gesù parla di una curiosa dinamica, di un desiderio intercettato, a volte distrattamente, che ha spalancato il nostro cuore. Dio, in realtà, cerca ogni uomo ma non sempre siamo in sintonia, non sempre è il momento giusto, anzi.

E Dio ripassa continuamente, senza imporsi, senza far rumore, timido ospite della nostra vita, rispettoso (lui sì) della nostra libertà. In quella fessura entra la luce che illumina ciò che siamo in profondità, ci spalanca ad una prospettiva nuova. Allora è lo Spirito, primo dono ai credenti, a espandersi e a illuminare la nostra intelligenza e la nostra anima per arrenderci all’amore.


Articolo precedenteMons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2022
Articolo successivodon Franco Mastrolonardo – Commento al Vangelo di oggi – 16 Maggio 2022