Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 Settembre 2020

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Maria, la madre del Signore Gesù, è sempre stata presente nella riflessione dei cristiani, sin dall’inizio. La sua avventura umana e spirituale ha spinto i discepoli a vedere in lei un modello, per come ha affrontato l’intervento di Dio nella sua vita, per come ha saputo affrontare le difficoltà, per come ha assecondato il misterioso progetto di salvezza che l’ha vista protagonista.

Persona discreta e silenziosa, madre attenta e premurosa, nell’azione di Gesù cogliamo alcune sfumature che certamente gli derivano dalla sua esperienza educativa famigliare. Oggi la troviamo ai piedi della croce, immobile, affranta ma ferma nella fede.

Insieme a pochissimi altri, Maria è tornata ad essere la sola credente, l’unica capace di affrontare il dramma della croce che fa fuggire tutti, leggendo in quell’evento non un clamoroso fallimento della missione di Gesù, ma la sua definitiva e autorevole manifestazione. Che Maria insegni a noi pavidi discepoli a capire il senso profondo della croce, di ogni croce, a non fuggire davanti alla sofferenza, se questa serve a manifestare il nostro amore.

Nel dolore che inevitabilmente bussa alla nostra porta, abbiamo una madre che ci è affidata dal Signore come modello.

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