Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 Aprile 2022

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Tace, la Chiesa. Durante la notte ci siamo trovati in adorazione, come se fossimo al Getsemani. Per dire con la nostra preghiera che non è inutile quel gesto, perché grazie a quel gesto noi oggi siamo qui, cercatori di Dio, sperimentatori di salvezza, fruitori di speranza. Gesù sceglie di andare fino in fondo, di donarsi a chi sta per ucciderlo.

Capiranno? Capiremo? Altro è dire delle belle parole, fare dei discorsi devoti e santi, fare delle belle ed edificanti prediche. Altro morire, nudo, appeso ad una croce. Ecco Dio, Dio è così, osteso. Disarmato. Donato. Nessuno potrà più dire di non conoscere Dio. Nessun uomo straziato, ferito, sbranato, abbandonato potrà togliere quell’ultimo posto che Dio ha scelto.

Ecco la misura dell’amore di Dio. Dio ci ha amati fino a morirne. Tace, la Chiesa. Volge lo sguardo verso colui che hanno (che abbiamo trafitto). E adora.


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