Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 14 Maggio 2021 – Gv 15, 9-17

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Giuda se n’è andato e gli apostoli desiderano ricomporre quel numero simbolico, dodici, che in Israele indica pienezza, dodici sono i mesi dell’anno, dodici sono i figli di Giacobbe capostipiti delle tribù.

Serve qualcuno che, come loro, abbia seguito il Maestro fin dall’inizio e gettano la sorte che cade su Mattia, apostolo di riserva. Gli apostoli hanno finalmente capito di essere coinvolti in un progetto molto più grande di loro, che li supera e li trascende, che li rende strumenti di qualcosa di straordinario e unico.

Si mettono da parte, si pongono a servizio del Regno, cercano di recuperare la logica che ha spinto il Signore a sceglierli. Così fa la Chiesa, quella di Dio non quella piccina delle nostre beghe, quando si trova davanti a scelte inusuali: si appella alle origini, torna agli esordi.

Questa sia sempre la nostra attenzione di discepoli, oggi e sempre: mai tradire la volontà del Signore Gesù, mai cambiare il suo sogno.

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