Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Settembre 2020

12

Se non si vede proprio mai dai nostri gesti che siamo discepoli, qualcosa non torna… Gesù è molto attento alla coerenza fra le parole e i fatti anche se non dobbiamo far diventare la coerenza un idolo!

È indubbio che se davvero abbiamo incontrato Dio, questo incontro emerge dalle nostre scelte, dai nostri atteggiamenti, dai nostri discorsi. Un albero buono produce frutti buoni: se vediamo cristiani che producono solo spine, qualcosa evidentemente non funziona nel loro percorso di fede…

Non basta invocare il nome del Signore e partecipare assiduamente alla vita liturgica e della comunità: quello è il punto di partenza che deve poi sfociare nella concretezza del quotidiano. Costruiamo la casa della nostra vita sulla solida roccia della Parola di Dio che sempre ci rassicura, a volte ci giudica, quasi sempre ci incoraggia.

Se la Parola diventa il metro di giudizio della nostre scelte, se sappiamo riconoscere senza inutili scrupoli il nostro peccato e lo affidiamo a Dio, allora la nostra vita, costruita sulla roccia, fruttifica in opere buone, in conversione. Lasciamoci cambiare profondamente da Dio.

Fonte

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO


Articolo precedentedon Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 12 Settembre 2020 – Lc 6, 43-49
Articolo successivod. Giampaolo Centofanti – Commento al Vangelo del 12 Settembre 2020