Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Marzo 2021 – Mc 12,28-34

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Gesù ha appena zittito coloro che lo accusano di essere un indemoniato e uno scriba, oggi diremmo un teologo, uno studioso della Bibbia, si avvicina per porgli una delle domande che tormentavano i rabbini: che ordine dare agli oltre seicento precetti che il pio israelita era tenuto quotidianamente ad osservare?

Gesù risponde come i maestri riconosciuti del suo tempo, citando la preghiera dello shema Israel, lasciati amare da Dio e amalo al meglio delle tue possibilità, e il precetto dell’amore nei confronti del prossimo. Lo scriba è soddisfatto: anche se Gesù, spesso, viene accusato di non appartenere ad una delle scuole rabbiniche del tempo, si dimostra preparato.

Gesù rilancia e sprona lo studioso ad avvicinarsi ancora di più al Regno. Non nella sterile contrapposizione, non nella disputa fine a se stessa ma nello studio della Parola e nella condivisione dei percorsi ci si avvicina alla verità di Dio. Comprensibile che nessuno osi più porre domande faziose e inutili…

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