Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Maggio 2020

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La pace che ci dona il Signore non ha nulla a che vedere con la pace che porta il mondo. La pace di cui parla il mondo, spesso, è la pace dei cimiteri, la pace che i più forti impongono ai perdenti, la pace del compromesso politico.

E il mondo occidentale ci propone un modello di pace e di realizzazione che esalta la ricchezza, il successo, l’apparenza. Siamo continuamente bombardati da messaggi ambigui: se siamo inquieti è perché non siamo sufficientemente belli, o giovani, o ricchi, o famosi. E la cosa tragica è che molte persone, troppe, pensano che sia vero!

E passano la vita a sperare di riuscire, di sfondare, di diventare la velina di turno, di essere notati per sopravvivere all’oblio della mediocrità. No, non è pace, quella che promette il mondo. È inganno, solo inganno. La pace che dona Cristo è la consapevolezza di quanto siamo amati, di quanto valiamo agli occhi di Dio, del ruolo che ognuno riveste nella salvezza del mondo.

La pace che porta Cristo è l’esperienza del nostro valore, che è misurato dall’amore che siamo capaci di donare, misurato con i nostri limiti. La pace consiste nello scoprirsi parte di un gigantesco progetto che Dio ci chiede di condividere.

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