Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Aprile 2020

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Maria è tutta concentrata nel suo dolore, non riesce a spalancare lo sguardo e a riconoscere il suo Maestro. Spesso il dolore ci impedisce di accorgerci che Dio è accanto a noi: così per Maria, così per i discepoli di Emmaus.

Ma se riusciamo a voltarci da un’altra parte, a staccarci per un attimo dal fiume di emozioni che ci travolge e ci impedisce di essere liberi dalla morsa del dolore, allora possiamo riconoscere il Signore che ci chiama per nome.

Gesù chiama per nome Maria, la conosce, sa tutto di lei. Di cosa deve avere paura, Maria? Aveva trovato in Gesù il senso del suo cammino, la pienezza della sua vita, il colore dei suoi giorni, e ora pensa di avere perso tutto. Non è solo morta una persona che amava, è morto il suo Dio. Abbiamo bisogni di fare esperienza diretta di Dio per poter credere alla resurrezione.

E da qui in avanti il Signore si farà riconoscere solo attraverso dei segni, dei simboli: la voce per Maria, la ferita per Tommaso, la pesca per Pietro, il pane per i discepoli di Emmaus. Possiamo riconoscere il volto di Gesù risorto solo attraverso dei segni, i sacramenti della sua presenza.

Restiamo desti, non lasciamoci travolgere dal dolore.

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