Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 11 Marzo 2021 – Lc 11, 14-23

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Gesù guarisce un indemoniato e finisce per essere accusato di essere lui, un indemoniato. Fatichiamo a capire la logica di questo ragionamento e, in effetti, con infinita pazienza Gesù prova ad argomentare: che senso ha pensare che il demonio scacci il demonio?

Che idiota sarebbe se lo facesse? Ma ad avere un pensiero diabolico, che si ostina cioè a scindere, a dividere, a contrapporre, sono proprio gli avversari di Gesù che si arrampicano – maluccio  – sugli specchi pur di non ammettere che egli agisce per conto di Dio.

Ma se anche si ostinano a difendere l’indifendibile, se anche non vogliono ascoltare o vedere, è arrivato l’uomo più forte, il Messia, a strappar loro il controllo sulla religiosità del popolo di Israele.

Che lo Spirito ci aiuti a non ostinarci a negare l’evidenza, a non arroccarci in difesa delle nostre (talora fragili) certezze. Dio fa nuove tutte le cose, non ce ne accorgiamo?

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