Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2021 – Mc 7, 14-23

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Siamo così attenti a come gli altri ci vedono! Fisicamente ma anche moralmente, intellettualmente, spiritualmente. Vogliamo, giustamente, che gli altri colgano il nostro spessore umano e religioso, le nostre qualità. E se abbiamo difetti tendiamo a sminuirli, a soprassedere, a evitare di parlarne…

Solo che davanti a Dio non possiamo nasconderci a noi stessi, non possiamo fingere che non ci siano ombre (ombre che Dio vuole illuminare se solo le riconoscessimo!). Gesù smaschera l’ipocrisia, cioè l’apparenza di coloro che si appellano a minuziose prescrizioni alimentari e a scrupolosa osservanza delle regole per apparire e sentirsi migliori al cospetto di Dio.

L’impurità parte dal nostro cuore, non dalle nostre azioni. E le azioni o sono il riflesso di un’anima luminosa o sono solo finzione. Viviamo una profonda sintonia fra la vita interiore e la sua manifestazione. Dio non ci chiede di essere migliori ma veri.

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