Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 10 Dicembre 2020 – Mt 11, 11-15

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È violenta la vita. E la violenza abita in ciascuno di noi, come un taglio nell’anima, come una cicatrice che ci accompagna. Possiamo imparare a domarla, a ignorarla, a contenerla, oppure può sfociare in rabbia o in vittimismo, che è una rabbia repressa e negata. Non esiste un luogo dove non confrontarci con la violenza, perché ci abita.

Gesù vede la violenza nei confronti del regno, riferendosi alla tragica fine dei profeti, del Battista in particolare. Una violenza da parte del “mondo”, della parte oscura della realtà che irride alla luce, che la nega, che tenta di spegnerla.

Ma, anche, parla di una violenza necessaria per impadronirsi del regno. Non spaventiamoci, allora, se vivere la vita bella del Vangelo (seriamente) crea qualche malumore.

La fede è per persone forti, che usano l’energia interiore dominante per cercare Dio e accoglierlo, non per imporsi al mondo.

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