Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Giugno 2020

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Quest’anno spostiamo la solennità di Maria madre della Chiesa alla fine del tempo pasquale. La Chiesa osa proporre come modello di vita la figura di Maria, la prima fra i discepoli, colei che ha fatto del tempo donatole un capolavoro.

Maria ha rappresentato un importante punto di riferimento nel percorso dei cristiani lungo la storia. Prima ad avere accolto la Parola, che in lei si è fatta volto in Cristo, da madre è dovuta diventare discepola del Figlio.

Per prima ha iniziato un percorso che l’ha fatta crescere, da Nazareth a Gerusalemme, fino a diventare la referente della primitiva comunità. Ancora lei, oggi, ci viene proposta come compagna di viaggio e modello e, in particolare, siamo invitati ad imitarne l’atteggiamento silenzioso di riflessione e meditazione e di fede incorallabile. sotto la croce, scrive Giovanni, Maria “sta”, incrollabile, credendo contro ogni speranza.

Quella croce smentisce quanto Dio le aveva promesso: oltre allo strazio della madre che perde il figlio unico torturato e crocefisso ingiustamente, Maria deve fare i conti con la sua fede. Come credere nel Dio che ora sembra indifferente e lontano, finanche crudele? “Sta” Maria. Dimora. Permane. Crede. Sia lei ad accompagnare la nostra fragile fede.

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