padre Paolo Gamberini SJ – Commento al Vangelo del 2 Ottobre 2019

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Per la Bibbia l’esistenza degli angeli è scontata come l’esistenza del sole e la luna. Fa parte della visione del mondo della Bibbia.

Per la Bibbia, come lo è ancora nel nostro immaginario religioso, il mondo è suddiviso in tre piani. Nel piano più alto, il cielo, abita Dio con i suoi angeli; nel piano di mezzo, sulla terra piatta, c’è la terra, quindi noi e tutti gli altri esseri; nel piano inferiore, vi troviamo gli esseri angelici caduti per aver disobbedito a Dio: Lucifero e i demòni.
Questo è il palcoscenico biblico sul quale e nel quale si svolge la vita e la storia degli uomini.

Come per tutte le opere teatrali, il palcoscenico cambia a seconda della rappresentazione. Oggi non siamo più a recitare l’opera biblica con il suo scenario pre-moderno, ma viviamo nello scenario moderno e ancor più post-moderno. Il palcoscenico di allora, quello biblico, è scomparso: è andato fuori scena. Il mondo non è più compreso a tre livelli (sopra, centro e sotto). La scenografia che ci comprende – qui ed ora – è quella dell’evoluzione, dei quanta e della relatività di Einstein.

Per il credente post-biblico, la vita dell’universo e la storia degli uomini si diramano su molteplici livelli, direi infiniti livelli. Il mistero di Dio è quello della Vita che _continuamente_ si dona a noi generosamente e a tutto il creato in infinite forme. È un mistero di amore che pulsa dal di dentro di ogni essere inorganico ed organico, inseziente e cosciente. Al centro dello scenario post-biblico c’è lo spirito di Dio che tutto si dona per tutto quello che può a tutte le creature.

Come comprendere allora gli angeli in questo nuovo scenario? Già la Bibbia ci aiuta in questo e ancora più Gesù. “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,25). Gesù è presente nei piccoli, cioè nelle realtà infinitisamente più piccole e insignificanti. Gli “zeri” del mondo direbbe Renato Zero. Se Gesù – che è il Figlio di Dio – deve essere riconosciuto presente lì nel più piccolo dei piccoli, ancor più gli angeli – che sono anche loro figli di Dio – sono da riconoscere lì presenti nei più piccoli dei piccoli. “Perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo” (Eb 13,1-2).
Domenica scorsa, Papa Francesco ha inaugurato una scultura intitolata “Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli, realizzata dall’artista canadese Timothy Schmalz.

Si tratta di un’opera realizzata a grandezza naturale, che raffigura un gruppo di migranti e rifugiati, provenienti da diversi contesti culturali e razziali e anche da diversi periodi storici. Sono messi vicini, stretti, spalla a spalla, in piedi su una zattera, coi volti segnati dal dramma della fuga, del pericolo, del futuro incerto. All’interno di questa folla eterogenea di persone, spiccano al centro le ali di un angelo, come a suggerire la presenza del sacro tra di loro.
Ecco come è cambiato lo scenario post-biblico. Immaginarci altre scenografie, in cui vivere la nostra fede, vorrebbe dire recitare un’opera di Shakespeare con la sceneggiatura di Biancaneve e i sette nani.

Commento a cura di:

padre Paolo Gamberini SJ

Padre Paolo Gamberini è nato a Ravenna il 25.01.1960. Ha conseguito la laurea in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano il 29 giugno 1983.

È entrato il 18 ottobre 1983 nel Noviziato della Compagnia di Gesù ed ha emesso i voti come professo nella Compagnia di Gesù il 5 novembre 2002. L’ordinazione sacerdotale è avvenuta il 23 luglio 1989. Ha conseguito il dottorato in teologia presso la Philosophisch-theologische Hochschule “Sankt Georgen” il 22 ottobre 1992.

Dal 1992 insegna presso la Sezione “San Luigi” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, di cui è ora professore associato. Ha compiuto il Terz’anno di probazione dal giugno 1995 fino al settembre 1996 a Berkeley – California. Qui ha insegnato un corso di teologia ebraica sul pensiero di Abraham Joshua Heschel presso JSTB (Jesuit School of Theology in Berkeley), istituto gestito dalla Compagnia di Gesù affiliato all’Università di Berkeley – California.

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