Pablo Erdozáin – Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2022

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Nella scena che ci viene presentata oggi un paralitico richiama l’attenzione di Gesù. Si tratta di una persona dipendente, perché ha bisogno anche di quattro persone che lo avvicinino al Maestro e gli chiedano di guarirlo. In realtà, le prime parole – “ti sono perdonati i peccati” (v. 5) – il Signore le pronuncia vedendo la fede di quelle persone che si preoccupano dell’invalido.

A parte il grande miracolo della guarigione che compie il Signore nell’anima e nel corpo del malato e della tremenda durezza di cuore degli scribi che osservano il prodigio, il comportamento di quelle quattro persone che portano il paralitico ci dà una lezione di come siamo chiamati ad agire cristianamente con le persone che vogliamo avvicinare al Signore.

Possiamo pensare che, prima di cercare una barella per il malato, di trovare il modo di superare la folla che si accalcava attorno a Gesù e poter fare uno spazio proprio davanti al Maestro, quelle quattro persone si erano convinte che il miracolo della guarigione era possibile. Lo desideravano con tutte le loro forze, perché il loro amore verso il malato – che probabilmente era un loro amico – era grande e cercavano il meglio per lui. Poi, darsi da fare per arrivare fino a Gesù, non dovette risultare tanto complicato per loro.

Inoltre Gesù, come fa tante volte con noi, non viene incontro subito perché Egli desidera che gli indichiamo le nostre necessità e gli aneliti profondi per esaudirli. Alcune volte saremo capaci di farlo direttamente…, ma la maggior parte delle volte avremo bisogno di avere accanto un fratello o un amico, che ci aiuti a trovare Gesù.

Pablo Erdozáin


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