p. Lorenzo Montecalvo – Commento al Vangelo del giorno – 31 Maggio 2020

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“Ma io non sono solo”, dice Gesù ai suoi discepoli. C’è una solitudine cercata e una solitudine forzata. Gli uomini di fede cercano la solitudine per stare con il Signore. Il Signore si fa trovare in una solitudine silenziosa. A molti fa paura la solitudine perché in essa il loro io si manifesta così com’è, senza trucco e orpelli. La solitudine è come uno specchio nitido che riflette il nostro volto con tutte le sue imperfezioni e rughe. Perciò l’uomo del mondo evita il silenzio della solitudine per non conoscersi. L’uomo di fede nel silenzio della solitudine chiede al Signore di rivelargli i suoi peccati per confessarli con la contrizione del cuore. È nel silenzio della solitudine che l’uomo di fede rafforza la sua amicizia con il Signore.

L’uomo del mondo che non vive una vita spirituale è sempre in cerca del chiasso e della folla per non incontrarsi con se stesso. Quando la folla lo lascia e non è più immerso nel chiasso, trema, entra nell’angoscia, si sente solo. Entra nel peccato della mormorazione perché, secondo lui, nessuno lo pensa, lo ama e lo stima. La solitudine forzata genera in lui la depressione. E crede di trovare compagnia nella pornografia, nella droga, nell’alcol, nel gioco d’azzardo o in altri vizi.

Mi preme di rivolgerti, caro amico lettore, alcune domande e sono queste: Come hai vissuto il tempo di solitudine generato dal coronavirus? L’hai vissuto saltellando da un passatempo all’altro per evitare di guardarti nello specchio della tua coscienza? Cosa hai visto che non ti piace della tua personalità? Sei diventato più umile e mite? Hai compreso che l’unica sicurezza nella vita è Dio? Hai imparato ad amare l’altro con gentilezza e grazia? Hai imparato a dire: se Dio vuole, domani farò…andrò?

Amen. Alleluia.

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AUTORE: p. Lorenzo Montecalvo
FONTE: https://www.lodeate.it/il-granellino-gv-1427-31-2/
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