p. Lorenzo Montecalvo – Commento al Vangelo del giorno – 26 Ottobre 2019

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La Prima caratteristica dell’amore è la pazienza. Quanta pazienza sta avendo il Signore con me e, forse, anche con te. Sarei dovuto morire già da tempo, ma sono ancora qui su questa terra. Se fossi morto, il Signore mi avrebbe trovato come un albero senza frutto, invece, nella sua infinita pazienza, ha avuto misericordia di me e ha permesso che io arrivassi all’età di 74 anni e oltre perché mi convertissi al Vangelo dell’amore. So che l’albero della mia vita non è ancora ricolmo del dolce frutto della carità soprannaturale. Il frutto è ancora acerbo. Per questo motivo il Signore, nella sua infinita pazienza, mi sta potando e concimando perché la virtù della carità soprannaturale diventi dolce come un fico in piena maturazione.

Se Dio vuole, alla fine di novembre ritornerò a svolgere la missione di parroco in una parrocchia di 30,000 anime. Non ho potuto dire di no al mio Superiore Generale che, con fraterna carità, mi ha chiesto di assumere il nuovo incarico. La parrocchia è a Pianura di Napoli, culla della congregazione dei Padri Vocazionisti.

Ovviamente il mio nuovo incarico non mi permetterà di andare in giro per l’Italia a predicare così come ho fatto negli ultimi tre anni.

Qualche mese fa scrissi che ero pronto a sacrificare il mio ISACCO per fare la volontà di Dio. Se nel futuro mi sarà possibile accettare qualche richiesta di predicazione, vi informerò. Pregate per me perché io sia un buon pastore per il popolo che il Signore mi ha affidato. Grazie, Signore, per la tua pazienza.

Amen. Alleluia.

P. Lorenzo Montecalvo  (Fonte)

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DEL GIORNO

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 1-9
 
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
 
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Parola del Signore

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