p. Lorenzo Montecalvo – Commento al Vangelo del giorno – 23 Ottobre 2019

243

La parola di Dio oggi è rivolta soprattutto a noi ministri della Parola di Dio e dell’Eucarestia. Si, oggi Gesù rivolge la sua Parola a noi del clero: preti e vescovi. Noi del clero abbiamo il privilegio di essere gli amministratori delle ricchezze soprannaturali che il Padrone (Gesù Cristo) ci ha affidato; però il privilegio comporta anche una grande responsabilità. Saremo condannati all’inferno se non abbiamo amministrato i beni soprannaturali con onestà, con zelo e con bontà, dando gloria alla Trinità.

I beni soprannaturali non sono una merce che si vende o si compra. È terribilmente peccaminoso organizzare il culto per fare soldi. Purtroppo non mancano preti che promuovono il culto per fare soldi. Se il prete cerca la gloria di Dio e la santità dei fedeli non morirà di fame. La Divina Provvidenza c’è. Se il prete cerca anzitutto il regno di Dio, avrà sempre il pane quotidiano.

I beni soprannaturali devono essere amministrati con zelo, cioè con passione. Il prete deve dire con Gesù: “Lo zelo per la casa del Signore mi divora”. L’accidia è diabolica. I preti non sono pochi. La messe è molta, ma sono pochi i preti che danno la vita per l’evangelizzazione. Guai se il Signore venisse oggi e troverebbe noi preti seduti comodamente sulla poltrona.

I ministri del Signore devono lavorare spinti dall’amore di far conoscere la misericordia di Dio. Chi cerca la propria gloria e si serve del Vangelo per essere ammirato e applaudito, un giorno si troverà con la bocca nella polvere. Il Signore umilia i superbi.

Voi laici non esitate a correggere fraternamente il clero che non vive secondo gli insegnamenti del Vangelo. Non abbiate timore se il parroco, correggendolo, vi toglierà il ruolo che vi è stato assegnato in parrocchia . È meglio avere un ruolo eterno in Paradiso che un ruolo temporaneo in terra. Chi ha orecchi per intendere intenda. Amen. Alleluia.

P. Lorenzo Montecalvo  (Fonte)

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 39-48
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
 
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
 
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
 
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
 
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
 
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.