p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 9 Luglio 2020

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Donare senza chiedere nulla in contraccambio, mi pare atteggiamento centrale ed essenziale per l’annuncio del vangelo.

Il non procurarsi nulla nel viaggio della vita che può divenire, e dovrebbe divenire, il viaggio dell’annuncio, il viaggio della Buona Notizia, semplicemente perché è, è la via della testimonianza.

Noi non ci crediamo ma è così, l’annuncio senza nulla e senza chiedere nulla, è annuncio di libertà. Non porti cose e non doni servizi, ma doni Dio Padre che hai in te come unica sicurezza per il viaggio.

Siamo chiamati a riscoprire la bellezza della vita Trinitaria che prende e dona in dono la propria vita. Noi che abbiamo ricevuto gratuitamente, gratuitamente siamo chiamati a donare, a condividere. Se non riusciamo a credere a questo continueremo all’infinito con le nostre vuote discussioni politiche o pseudo religiose, dove alla fine ci accorgeremo che abbiamo parlato di niente.

Donando ciò che abbiamo ricevuto, e tutto è dono che ci crediamo oppure no, noi entriamo in seno alla Trinità. Il dono è la vittoria sul possesso. È vittoria di Dio Padre che rende il mondo fraternità, al di sopra e contro ogni divisione che a noi piace tanto. Dio ama la distinzione e la differenza, noi ricerchiamo la separazione e la contrapposizione. L’una diventa colore e fantasia, l’altra diventa distruzione e accusa.

Dio si è fatto come noi perché noi diventassimo come Lui, è l’annuncio del Natale. Essere accolti e accogliere è il grande tesoro che ci rende come Dio Padre. Solo nella povertà che non è avere senza possedere, l’apostolo può essere libero dal dio di questo mondo, perché solo così saremo gratuiti e capaci di donare l’annuncio della Buona Notizia.

Non è essenziale né l’oro, né l’argento, né il rame; non è necessaria neppure la bisaccia dove il povero pone le sue provviste. Ciò che è essenziale è l’incontro, è il riconoscere l’altro come fratello guardandolo in faccia.

Non saremo creduti? Di sicuro! Ma questa è la via vera della vita. Perché l’unica via vera vitale è quella del dono di fiducia al Padre e ai fratelli. Tutto il resto rovina la vita e avvelena i rapporti, se non è secondario, cioè dipendente da questa via di libertà dalla dipendenza delle cose.

Cosa c’è di più bello e di tenero che sedersi sul letto vicino alla propria madre anziana e godere del fatto che si beve una camomilla fredda, perché della sera prima, dicendo che buona?!!!

La libertà dalle cose è l’unica via per la contemplazione e per la mistica. Solo così siamo liberi di adorare il bello senza dipendenza dall’apparenza dal fatuo. Cogliere la dolcezza, i colori, la tenerezza, una carezza, una testa appoggiata sulla spalla, il rimboccare le coperte, una zolletta di zucchero in più, questa è Buona Notizia, questa è evangelizzazione perché questa è fraternità scorta con gli occhi del Padre che guarda a noi con tutta la sua benevolenza e bontà.

Così a gratis avremo imparato a volare e a gratis doneremo agli altri la bellezza del volo, come diceva un famoso motto che andava di moda negli anni ’80: praticate gentilezza a casaccio, e atti di bellezza privi di senso.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli 
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