p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 6 Luglio 2020

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Alzarsi ed essere salvati è un’azione unica che coinvolge la nostra esistenza. Essere salvati non significa essere portati via dalla nostra esistenza ed essere portati chissà dove. Essere salvati significa vivere in modo pieno la nostra umanità e viverla in piedi, da risorti.

Gesù sta parlando di nozze e di vestito nuovo in casa di Matteo il peccatore. Proviamo ad immaginare il capo della sinagoga Giairo che si avvicina a lui, in casa di un peccatore, mentre i suoi della sinagoga si lamentano con i discepoli perché Gesù è andato a mangiare in casa di un peccatore. Ebbene, Giairo, capo della sinagoga, entra in quella casa di perversi, si prostra in adorazione di fronte a Gesù, gli dice che sua figlia è morta, dice a Gesù “vieni ed ella vivrà”. Figuriamoci: è tutta una contraddizione questo brano. L’ultima della quale è Gesù che segue Giairo abbandonando il banchetto dei peccatori amici di Matteo peccatore ed evangelista.

È proprio vero che lo Spirito di amore fa nuove tutte le cose e ribalta i nostri schemi e le nostre pseudo sicurezze.

Giairo si prostra, adora Gesù. Adorare Gesù è il fine del vangelo di Matteo: i Magi lo fanno all’inizio del vangelo, i discepoli lo faranno alla fine. Giairo lo fa quest’oggi con noi.

Ma cosa vuole poi questo diavolo tentatore di un Giairo che si prostra e adora Gesù? Mia figlia è morta, dice lui, ma tu vieni a svegliarla, a risuscitarla, a riportarla alla vita. Una figlia indica il futuro della vita, la capacità di trasmettere vita. La giovane figlia del capo della sinagoga è da poco morta. Come è morta in noi la speranza di portare vita, di dare vita, di essere vita, di vivere. Il nostro futuro non da sogno da persone salvate e quindi vive in umanità, è rattrappito nelle nostre paure e nelle nostre incertezze da schiavi del male che manipola continuamente l’informazione per metterci alle sbarre, per renderci infermi, per farci morire fin da piccoli. Così la nascita diventa semplicemente un accrescere il numero dei mortali.

Di fronte a questo il capo della sinagoga chiede, o impone, a Gesù di venire, di seguirlo, di imporre le sue mani per ridonare vita.

Gesù viene risvegliato di nuovo, si rimette in piedi come il risorto, si rialza e cammina dietro a Giairo: anche lui ha dormito il nostro sonno finanche sulla barca col mare in tempesta, ora è risvegliato da Giairo ad alzarsi come si è alzato Matteo dal banco delle imposte dopo che Gesù lo aveva chiamato.

Gesù, da risorto, ci segue, segue noi che siamo i suoi discepoli coloro che dovrebbero seguire lui. Ci segue fin dentro la nostra morte. Lì ascolteremo di nuovo la sua parola, lui Parola. Proprio mentre ce ne andremo da Gerusalemme ad Emmaus. Con la morte in cuore e col viso triste saremo risvegliati alla vita e, da risorti, torneremo di corsa col cuore che arde di vita a Gerusalemme e diverremo annunciatori di risurrezione.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli 
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