p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 4 Dicembre 2021

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Il Regno di Dio annunciato è in mezzo a noi ed è in noi. L’annuncio è finalizzato a fare emergere ciò che è nascosto e ciò che è sotterrato sotto preoccupazioni e macerie. Il Regno di Dio si manifesta con alcune caratteristiche che noi siamo chiamati ad evidenziare e a fare crescere in mezzo a noi, perché noi siamo il Regno di Dio. Il Regno di Dio infatti non sono dei muri, non è un territorio, non sono né chiese né canoniche né arcivescovadi.

Il Regno di Dio è ognuno di noi, il Regno di Dio è Gesù in mezzo a noi. Le caratteristiche del Regno sono poche e semplici, ma quotidiane e vitali.

La compassione, il guarire e il prendersi cura, la gratuità.

La compassione è ciò che viene suscitata in Gesù dal vedere: “Vedendo le folle, ne sentì compassione”. La compassione è sguardo e ascolto. La compassione è patire con l’altro, è empatia, è capacità di sentire ciò che l’altro sente. Ancora di più compassione è cogliere la condizione dell’altro e andargli incontro con benevolenza. La compassione aborre il vedere per criticare e per svalutare, per uccidere e per demolire. La compassione vede e soccorre. Soccorre personalmente, soccorre comunitariamente. Sì perché la compassione e il Regno non sono una questione di bravura personale, sono questione di coinvolgimento sociale e comunitario.

Siamo malati di individualismo e crediamo che una risposta individuale sia sufficiente per affrontare la vita. Risultato è l’intristimento sempre più evidente.

Di fronte al vedere la stanchezza e l’essere sfiniti di tanti nostri fratelli, non possiamo accontentarci di comportarci da Caino che denunciano il male e subito dopo passano ad altro non centrando il cuore del Regno.

Il cuore del Regno è vedere sentendo compassione e, di conseguenza, prendendosi cura di ogni infermità e di ogni paralisi.

Lo scopo dell’annuncio che non è mai mera chiacchiera, è la guarigione dalle paralisi e dalle infermità. Paralisi e infermità sotterrano il Regno, cioè la capacità di compassione, sotto un metro di terra. Il prendersi cura lo fa emergere di nuovo come perla nascosta in un campo e ritrovata. Il prendersi cura di qualcuno è annuncio del Regno.

Oggi continuamente passiamo accanto a tanti che sono abbandonati, che vivono le loro disperazioni da soli perché nessuno ha voglia e tempo di farsi appesantire dalle loro disgrazie. Oggi dove comunque devi arrangiarti e non ricercare solidarietà e sostegno da parte degli altri, perché questo atteggiamento non è apprezzato e viene letto come una debolezza imperdonabile. Oggi, se ho il coraggio di prendermi cura di colui che occasionalmente incontro o di colui che vado ad incontrare e a trovare, oggi io annuncio il Regno di Dio.

Compassione e cura che si esprimono nella loro verità solo nella gratuità. Gratuità è un cuore libero dal pretendere indietro qualcosa da qualcuno. Gratuità è merce rara della quale anche noi siamo in possesso in modo altamente limitato. Gratuità ci chiede di rimanere in contatto profondo col nostro cuore per non fare passi falsi di mancanza di gratuità. Quando la gratuità è finita è finto il dono, è finita la compassione, è finita la capacità e possibilità di prendersi cura.

E allora? Allora abbiamo bisogno di rifiatare, di ricaricarci. Abbiamo bisogno di questo sempre e comunque, abbiamo bisogno di fare questo quotidianamente. Abbiamo bisogno, e possiamo fare questo, nell’incontro con la Parola, nell’incontro silenzioso con noi stessi e con Dio. Ogni giorno abbiamo sete, ogni giorno è nostro impegno abbeverarci. Se non vogliamo ritrovarci da un giorno all’altro, senza che ce ne accorgiamo, disidratati e incapaci di gratuità, incapaci di Regno, incapaci di compassione, incapaci di prenderci cura.

Prenderci cura e farci carico di dolore e attesa, atteggiamento che rivela il Regno perché rivela una modalità regale intessuta di servizio. Gratuità gioiosa è scoperta e annuncio del Regno nella storia e nelle persone. Una perla che è già presente e che noi, con le nostre scelte compassionevoli, siamo chiamati a fare venire alla luce, giorno dopo giorno.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM

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