p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 17 Marzo 2021

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Il vangelo oggi ci presenta Cristo che vive talmente unito al Padre da fare una cosa unica. La Vita che è nel Padre è infatti anche nel Figlio: quello che il Padre fa anche il Figlio lo fa. Quello che il Padre dice non solo viene ascoltato dal Figlio ma è addirittura visto dal Figlio. Quello che il Figlio fa e dice è gradito al Padre che lo riconosce come Figlio dell’uomo.

Questa vicinanza di vita fra i Due è una vicinanza di amore che a noi porta vita e risurrezione, non è una situazione indifferente per l’uomo.

Questa unità fra i Due si riversa anche su di noi e chiede anche a noi di camminare verso questa unità. Una via su cui camminare per tendere a questa unità la troviamo nell’ascolto della Parola. Infatti “chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”.  L’ascolto della Parola che ogni giorno noi facciamo non è una cosa inutile e superflua, è in sé una azione buona, bella e giusta. Ascoltare la Parola con gli occhi mentre la leggiamo; ascoltarla con gli orecchi mentre è proclamata; ascoltarla col cuore perché amata, appassionata e piena di sentimento, è l’ascolto che ci viene chiesto. È questo ascolto che è salvifico di per sé.

Il nostro ascolto può essere distratto alle volte, alle volte è più attento, alle volte è arido e alle volte è fecondo, alle volte è appassionato e alle volte è spento, alle volte è gioioso e alle volte è faticoso, alle volte comprendiamo quanto ascoltato e alle volte non ci capiamo nulla. Comunque sia questo ascolto, ci dice il Figlio, ha senso perché goccia dopo goccia, senza che noi ce ne accorgiamo, scolpisce il Volto di Dio dentro di noi, il suo volto diventa il nostro. Passo dopo passo impariamo come lui ama, e passo dopo passo possiamo lasciarci attrarre dal suo modo di amare. È una goccia di Vita che ogni giorno entra nella nostra vita. Una goccia più o meno appariscente, ma comunque una goccia che lascia traccia. È il pane quotidiano che ci alimenta nel cammino verso la patria del cielo. Un cammino che procede nella misura in cui noi ci alimentiamo. Non serve prenderne a quintali, è utile prendere quello che è necessario al cammino di una giornata.

Questo ascolto è azione buona che ci porta ogni giorno a crescere nel credere a Colui che ha mandato il Figlio, facendoci passare dalla morte alla vita.

Ci fa passare cioè dalle parole di morte che riempiono la nostra giornata frenetica, alla Parola di Vita. Ci fa passare dalla ricerca di cose futili rispetto alla Vita vera, alle cose eterne e veramente necessarie alla vera Vita. Ci aiuta a riconoscere e a liberarci dagli abbagli che possiamo trovare sul nostro cammino, portandoci alla concretezza del vero cammino. Ci aiuta a liberarci dalle illusioni del tempo presente, per vedere dall’alto la mappa della strada che conduce a Lui.

Questo diventa risurrezione per noi perché un po’ alla volta educa il nostro sentimento. È un cammino lungo, che dura tutta la vita. Un cammino che alle volte sembra senza fine, e lo è, ma non è senza meta. Un cammino che alle volte sembra sterile, che non porti a nulla. Ma non è vero: è un cammino educativo che ci fa crescere in modo impercettibile ma reale. È un cammino che avviene all’Ombra dell’Altissimo il quale può tutto ciò che all’uomo sembra impossibile. Quanto tempo passato ad ascoltare la Parola senza giungere a nulla e poi un certo giorno, una luce e ci accorgiamo, guardando indietro, di avere camminato senza quasi accorgerci.

Questo ascolto della Parola ci fa, un po’ alla volta, amare la carità di Cristo, ci fa desiderare di essere perfetti come è perfetto il Padre nostro che è nei cieli, ci rende desiderosi di perdono e di misericordia.

Di fronte alla grandezza di questa piccola quotidiana impresa che diventa lievito per la pasta del mondo, anche noi siamo chiamati a dire come il Figlio: “Io non posso far nulla da me stesso, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato”. Cristo in unità col Padre è la nostra forza, non scordiamocelo. A Lui nella nostra giornata rivolgiamo il pensiero per ringraziarlo della Parola che ci ha donato, per chiedere luce nelle nostre scelte, per domandare aiuto e sostegno nel nostro cammino, per chiedere misericordia e capacità di perdono.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM

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