p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 14 Giugno 2020

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L’amore espresso solo a parole, anche nella rivelazione, nella Parola, non è sufficiente: occorre una carne umana. Carne umana è incarnazione che racconta di Dio nel nostro quotidiano. Ciò che l’umanità necessita è una carne umana che ci ama: questa è la vera narrazione di Dio che è amore.

Cercare il Pane che non perisce, cioè Lui, è essere portatori.  Non siamo chiamati a riconoscere l’origine divina di Gesù: Lui è un uomo come tutti. Per Gesù la vita viene dalla sua umanità, dalla sua carne offerta per la vita del mondo. Gesù è Parola diventata Carne: in Lui ogni Carne è chiamata a ritrovare la Parola.

Il vero credere sembra dato dal mangiare, dal masticare, dal bere: credere in Gesù, Pane vivente, è magiare e masticare la sua carne, è bere il suo sangue.

Mangiare non solo mantiene in vita: succhiare e masticare sostituisce il cordone ombelicale. Questo è atto di comunione, di vita condivisa e giocata, tra chi dà la vita e chi la riceve: a questo siamo chiamati sia nel ricevere che nel dare.

Il mangiare umano, diversamente da quello animale, comunica amore interpersonale che culmina nella Parola scambiata con l’altro. Non di solo latte vive il bambino, ma di ogni parola che esce dalla bocca della madre. Detto in altri termini: non di solo pane vive l’uomo, ma di quanto esce dalla bocca del Signore!

Carne da masticare e sangue da bere sono la condizione in cui Gesù si consegna a noi. Così ci raggiunge là dove siamo. Non chiede a noi di salire alla sua condizione divina, cosa per noi impossibile, frutto di orgoglio religioso malato. Entrando in noi la sua carne ci trasforma perché ci rende partecipi della sua carne e del suo sangue, della sua parola e del suo essere umano. Così diventiamo Figlio di Dio: chi mangia la carne e beve il sangue conosce la risurrezione che è vivere per sempre già da oggi, indipendentemente dai risultati, in una comunione/condivisione amorevole.

Mangiare il Figlio in carne, sangue e parola, è assumere, mettere dentro, assimilare il cibo divenendo il cibo stesso che è Pane buono, Vino che ci cambia, Parola che ci tocca dentro fin dalla nascita anche se non capiamo nulla del contenuto ma tutto del senso di amore che ci fa vivere.  Credere in Gesù è mangiarlo. L’uomo diventa ciò che mangia, vale a dire ciò che ama. Non è solo ciò che mi piace ma è anche e soprattutto ciò che è vitale. Gesù ci ama fino a farsi divorare dal suo amore per noi. Noi amando e mangiando e ascoltando il Figlio diventiamo figli. Camminando sulle nostre strade, non lasciando la nostra umanità e la nostra quotidianità.

Non dobbiamo isolare l’eucaristia come fosse un principio di riferimento, una realtà autosufficiente cui attribuire un potere proprio. No! L’eucaristia non è un secondo Gesù Cristo. Cristo eucaristia non esiste come Cristo separato della storia che è nato, è vissuto, è morto ed è risorto.  Gesù Cristo è unico, totalmente presente nell’eucaristia che è vita e quotidiano, non è solo celebrazione e messa liturgica da giocare in chiesa. Cristo è sempre lo stesso: solo cogliendo l’unicità della soggettività di Cristo noi non cadiamo nella tentazione di cosificare l’eucaristia riducendola a cosa, a oggetto, uccidendo la vita unica di Gesù.

Ciò che fa la differenza è dato da chi ama con la capacità di vedere in ogni cosa il volto dell’amato. L’amato può essere anche solo una poltrona spolverata con amore. Questa non è una visione che ci porta lontani dalla vita; non è una cosa visionaria. Questa è la cosa più reale di tutte perché fatta alla luce di Colui che è Luce e vita nel quotidiano e nell’umanità.

Per concludere riconosciamo che il Signore Gesù ha preparato il suo banchetto dove la sua Carne è Cibo, il suo Corpo è Pane, il suo Sangue è bevanda inebriante, la sua Parola Amore. Lui chiama noi che siamo inesperti tramite le sue ancelle: pane, vino, parola. Noi che siamo privi di senno siamo i chiamati privilegiati.

Noi insipienti siamo chiamati alla sapienza. La chiamata è al banchetto della vita che dobbiamo stare attenti a non identificare solo con la messa celebrata in chiesa. Il banchetto della vita la si celebra in chiesa, ma lo si gioca e lo si vive per le strade del mondo. Questa è la via dell’intelligenza, questa è la via dell’Amore amante della vita umana.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli 
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