p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 12 Gennaio 2021

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Gesù insegna, lo spirito immondo grida! Gesù insegna, lo spirito immondo impara! Gesù insegna, lo spirito immondo riconosce! Gesù insegna, lo spirito immondo aggredisce – condanna – rifiuta!

Gesù insegna con autorità: questo è ciò che fa, questo è quanto è riconosciuto da tutti. I rabbini insegnavano ciò che avevano imparato, ripetevano la lezione. Gesù insegna ciò che vive e ciò che crede. Gesù vivendo ciò che insegna accompagna la Parola dell’insegnamento con la breccia nel cuore della gente e con gesti di liberazione dell’indemoniato. La sua Parola è efficace, non ha nulla a che vedere con l’efficienza. Lui vive la sua Parola, lui che è Parola. Per questo insegna ed ha autorità.

Gesù insegna mentre lo spirito immondo grida! È ciò che da sempre avviene: il male grida, si fa sentire, viene ampliato, tutti lo sanno, tutti ne parlano. L’eco del bene è appena percettibile e si spegne presto, ci stanchiamo presto di dirlo e di comunicarlo. In fondo i giornali, grandi amplificatori del male nel mondo, non fanno altro che stimolare una nostra propensione e sfruttarla. Non è un problema per me la libertà di stampa, ma questa libertà di stampa che non è quasi mai alla ricerca della verità e non è quasi mai a servizio dell’uomo, ma è autoreferenziale, ha bisogno solo del male e di fare del male per esistere e sussistere.

Il male viene ampliato, diffuso, gridato, ripetuto: questo ha buon gioco dentro di noi, non aspettiamo altro, siamo lì che attendiamo la notizia sensazionale; non ci accorgiamo che dietro ogni notizia c’è un volto, una vita magari spezzata, un dramma.

Queste notizie sono fatte per colpire e stop, perché poi debbono lasciare spazio alla successiva, sperando che ci sia!!! Raramente le notizie sui nostri giornali diventano denunce. Una volta avvenivano di più, sempre più oggi interessa la notizia gridata e stop!

Questa espressione sembra essere dei nostri giornali: l’incapacità di assumere una problematica e di portarla avanti muovendo l’opinione pubblica in verità.

Lo spirito immondo grida la verità avversandola: grida che Gesù è venuto in mezzo a noi; grida che lui è il santo di Dio. Ma grida anche che questa venuta del santo di Dio è venuta di rovina. È vero perché Gesù luce del mondo è venuto in noi e tra di noi tenebre. Gesù è venuto ad appiccare un fuoco purificatore che bruci la zizzania e purifichi il grano dalla pula. Questa per lo spirito maligno è rovina.

Lo spirito immondo ascolta e impara, conosce e riconosce. Ma allo stesso tempo rifiuta e ostacola.

Il male dentro di noi si fa sentire sempre e comunque. Non illudiamoci di tacitarlo o di eliminarlo: esiste. Il problema è cosa ne facciamo. Gli lasciamo libero sfogo consegnandogli in mano la nostra vita, oppure lasciamo che Cristo lo sgridi dicendo: “Taci! Esci da quell’uomo!”.

“Nessuno è cattivo di sua volontà”, afferma Socrate. “Non ho mai incontrato gente cattiva, gente infelice sì!”, affermava don Benzi! “Taci! Esci da quell’uomo!”, afferma Gesù. È il coraggio dei grandi: riuscire a vedere il cuore dell’uomo, scorgere il male che c’è in lui, condannarlo per salvare la persona e amare quella persona, nel momento in cui il male è condannato, come non mai!

Il rifiuto di Cristo, senza volere deresponsabilizzare nessuno, nasce dentro di noi, si annida accovacciandosi alla porta della nostra casa, ci prende la mano, noi continuiamo a dargli spazio divenendo sempre meno liberi e sempre più schiavi. La condanna del male che c’è in noi, è una provocazione al discernimento, a capire ciò che è bene e ciò che è male. Fare questo significa darci una possibilità di scelta. Più comprendi e più cresce la tua possibilità di guarigione dal tuo male e dal tuo sentirti costretto dallo stesso male, sentirti incapace di liberartene. Più cresce tutto ciò e più la persona ha la possibilità di guarire, un po’ alla volta e molto lentamente, il suo cuore. Guarigione per essere di nuovo capaci di una scelta, di un salto di qualità.

Entrare in questa dimensione significa entrare nella dimensione della fede, del credere. La nostra testimonianza acquista sempre più autorità, autorità che viene riconosciuta sempre più.

Questa è la via del bene che il Signore è venuto a portarci. Ancora una volta oggi ci chiama e ci dice: Seguimi! Lascia la sicurezza del male che c’è in te, abbandona le tue reti, ti farò pescatore di uomini!!!


AUTORE: p. Giovanni Nicoli FONTE SITO WEB CANALE YOUTUBE FACEBOOKINSTAGRAM