p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 12 Gennaio 2020

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“Questi è il Figlio mio, l’amato” non perché tu Giovanni lo hai battezzato, ma perché io l’ho generato. Proprio perché riconosciuto tale da Giovanni, Giovanni non vuole battezzare Gesù. Giovanni non si ritiene degno di battezzare Gesù e afferma che è Gesù che dovrebbe battezzare il Battista.

Il battesimo è un’immersione totale e totalizzante nella vita. Non serve a farci passare da essere bastardi ad essere figli riconosciuti. Se così fosse il nostro non sarebbe un Padre ma un burocrate che mette a posto le carte con firme e timbri giusti.

Il battesimo di Gesù ci parla di come il Signore sia innamorato di tutti che guarda e vede cose che noi non riusciamo a vedere o, peggio ancora, che non siamo capaci di credere. Il battesimo di Gesù ci parla di incarnazione, di umanità piena, non per niente è celebrato nel tempo di Natale. Il battesimo di Gesù ci dice che il divino non è cosa da rapire o da ottenere, è semplicemente vita data ad ogni uomo, perché ogni uomo è parte del Regno di Dio, è della sua famiglia. I bastardi non sono quelli che non sono battezzati ma i battezzati che sbandierano il loro battesimo mentre i fratelli annegano per la nostra inefficienza di carità e di amore, di gratuità.

Essere figli di Dio è una bella assicurazione dietro la quale porre le nostre miserie umane, per noi!?! No le nostre miserie sono terra nella quale seminare il seme bello e liberante. Non si elimina il peccato, si pone invece un germe per sporcarci le mani col peccato facendo del bene, così come ha fatto Gesù.

Il Battezzato non fugge dal mondo ma si immerge nel mondo. Gesù dopo essere stato battezzato ha iniziato a passar per il mondo. Non ha mai puntato il dito contro le miserie ma contro i gestori di Dio, coloro che si ritenevano bravi, buoni e giusti. Avere fede significa umanizzare la nostra esistenza, renderci più veri nella nostra umanità. Questo è ciò che fa Gesù che passa facendo del bene al cuore, con o senza l’acqua poco importa, ciò che importa è che sia un passaggio di bene. La fede è vento buono che risana chi si sente a pezzi, chi non è compreso nella sua interezza. Credere è Amore che passa a baciarci addosso un vento benefico in ogni angolo del nostro vissuto. Tutti noi, come Giovanni, dovremmo smetterla di volere bloccare il Messia nei nostri schemi e nelle nostre categorie di pensiero, sacramenti compresi. Il Messia va, secondo il nostro buon senso, in una direzione troppo pericolosa, vuole immergersi sotto le nostre apparenze che non danno più vita; Lui si getta fino a rimanere senza fiato nei gorghi profondi delle mie infedeltà; Lui si vuole sporcare di noi: questo è il suo battesimo.

Umanizzarci, essere gente di fede, significa decidere di lasciarlo fare, di accoglierlo a braccia aperte in quel quotidiano dove abbiamo il grasso delle macchine fino ai gomiti.

La premessa del suo battesimo è chiara: finirà sbranato dal male che vorrebbe togliere al mondo. Noi non vorremmo che questa sua discesa liberante avvenga perché in questo cammino di liberazione la chiamata sarà chiara: immergiti e scendi con me nella terra dei tuoi fratelli. Andare con Lui a beneficare i bassifondi dell’umanità che sono soprattutto quelli che vivono nei palazzi del potere di ogni genere. A noi il male fa paura e se, come spesso avviene, anche noi lo commettiamo vogliamo correre subito ai ripari cercando il modo per nasconderlo, per velarlo, fino a negarlo. Ci vuole fede per non fuggire, ci vuole umanità, ci vuole interezza, ci vuole desiderio di bene.

Stare in superficie, essere un po’ imbranati ma comunque galleggiare, è accontentarsi di un dio di facciata: non mi interessa, è una perdita di tempo. Lui che scende nella melma maleodorante del nostro cuore ci permette di cogliere e amare la novità di questo nostro Padre che ha deciso di incarnare l’amore rendendolo coraggioso, non cosa di poco conto.

Il Battesimo con Gesù è lasciarci immergere totalmente nell’acqua della vita per riemergere ogni giorno ed ogni giorno cogliere una presenza, la presenza di quella colomba che scende e torna per dirci che anche oggi il diluvio è finito e che la morte non è l’ultima parola sulla vita, ma solo la penultima. Mettiamoci in ascolto della Voce del Battista che dice la Parola del Padre che ci chiama alla fede, vale a dire alla vita: è Voce che mi dice una Parola “Io amo questo mondo, amo questo modo di essere umano”. Battezzati nell’amore riemergeremo contaminati da quell’amore che è bagnato di umanità. Non ci rimane che guardarlo mentre parla sapendo che mentre parla, Gesù, è tutto un bacio di amore a noi figli del Padre. Questa è fede che ama e ridà vita passando e beneficando gli angoli più belli e quelli più scuri della nostra esistenza. Più affascinante di così il battesimo di Gesù non potrebbe essere.

Il battesimo non è qualcosa di burocratico per accrescere i nostri meriti e i nostri crediti, è invece immergerci ogni giorno nella storia che ci sta davanti. Non tratteniamoci, lasciamoci andare alle nostre incertezze, non interessa essere capaci o potenti perché l’unica chiamata vera del battesimo è la chiamata a persistere nella umanizzazione della nostra esistenza. Non importa se la corrente del Giordano rischia di portarci lontani, importa che la nostra immersione sia vera, pur priva di ogni sicurezza.

Fonte

Commento a cura di p. Giovanni Nicoli.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI


Letture della Domenica
BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO A – Festa
Colore liturgico: BIANCO

Prima Lettura

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 42,1-4.6-7

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.

Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 28 (29)
R. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R.

Seconda Lettura

Vita familiare cristiana secondo il comandamento dell’amore.

Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34-38

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.

Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Parola di Dio

Vangelo

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore