p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 11 Novembre 2019

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È tempo che questo Papa lasci, è tempo che ritorni il tempo di Papi che facciano il Papa e non la negazione del potere Papale sulla chiesa e sul mondo. È tempo che la distruzione del potere del Vaticano, che questo Papa sta facendo per mania di verità, sia restaurato. Non se ne può più delle verità di questo Papa, insomma un po’ di buon senso, non siamo mica suore di clausura!!!

Lo scandalo di cui ci parla il vangelo di oggi, è una pietra di inciampo, che fa inciampare e cadere. Lo scandalo per troppi è la verità che viene a galla e che invece dovrebbe essere nascosta, perché scandalizza. Cosa che questo Papa non riesce a capire. Lo scandalo è pietra che fa inciampare che è da portare a galla non per avere qualcuno contro cui puntare il dito, ma per vivere quella dimensione di perdono che da troppo tempo manca alla nostra chiesa e al nostro mondo. Qualcuno pensa che questo Papa sia una pietra di scandalo, ma forse è tempo di cominciare a vedere che lo scandalo è dato da ben altro, è dato dalla negazione del vangelo, della buona notizia che questo Papa sta rimettendo al centro della vita della chiesa.

È finito il tempo dei Papi medioevali che magari hanno anche fatto del bene, ma che ai nostri giorni non hanno più senso, perché a ben altro il Signore Gesù ci chiama.

Lo scandalo del negare la Buona Notizia è un suicidio e un omicidio per noi. Lo scandalo del non vedere il male, lo scandalo del non chiamarlo per nome, lo scandalo del non perdono ad ogni costo, è la negazione dell’esperienza del Padre misericordioso che Papa Francesco incarna così bene.

Di che spirito siamo, noi? È essenziale che ci chiediamo se siamo dello Spirito Santo o siamo dello Spirito di Satana? Gesù da subito fu tentato da Satana perché prendesse potere sulle cose e sulle persone. Il rifiuto di Gesù dello Spirito di Satana è avvenuto durante le tentazioni ma si è ripetuto nella vita di ogni giorno. Fai miracoli perché la ricchezza di questo mondo possa essere tua. Trasforma le pietre in pane, moltiplica il pane e la gente ti correrà dietro per farti re. Il problema non è che tu abbia potere ma che lo usi per fare leggi giuste, a favore della chiesa: ma non ne siamo capaci perché siamo nati per altro e il volere fare ciò che non è nostro ci illude e ci trasforma in lievito dei farisei.

Quando Gesù dirà a Pietro che andrà a Gerusalemme non per prendere in mano il potere, come il primo Papa si aspettava, ma per essere ucciso, Pietro si ribella e di fronte a questa ribellione Gesù lo chiama Satana.

La tentazione di Gesù è la tentazione costante della chiesa, la pietra di scandalo, la pietra di inciampo che è illusione di fare il bene della chiesa ma in realtà il bene della chiesa è solo servizio al Regno, tutto il resto è illusione. Non sono le persecuzioni che ci fanno male, sono le cattive alleanze col male. La nostra mania di misurare la fede dal numero di persone che vengono a messa e che riempiono certi santuari, è una mistificazione che, volenti o nolenti, diventa presto o tardi pietra di scandalo e di inciampo. Non è fede, è potere dei numeri, mania demoniaca democratica! È consegnare in mano la verità del vangelo al fatto che siamo in tanti, che abbiamo la maggioranza. Il primo fuori di testa al riguardo, che non aveva maggioranza e che anzi era rimasto solo, è Gesù Cristo, grazie al quale noi ci diremmo cristiani. Allearci con ciò che Gesù ha scartato, è tentazione diabolica che noi serviamo sistematicamente. Vediamo come sta andando a finire l’Europa cattolica a partire dall’Irlanda, alla Spagna, alla Francia, all’Olanda e da ultimo all’Italia: costretti a vendere le chiese per non essere condannati a dovere mantenere dei musei.

Il Regno di Dio è misericordia del Padre, misericordia che tocca l’uso dei beni da un lato e il rapporto con le persone dall’altro. La crisi che in Italia stiamo vivendo, a livello di fede, è una grazia che noi continuiamo a rifiutare. Siamo preoccupati che non vi siano più preti non vedendo che molto della mancanza di fede è dovuto al potere clericale che ci ha soffocati. Ascoltiamo questa crisi e sentiamo cosa il Padre ci sta dicendo. È tempo di fare un passo oltre, un passo di fede, un passo che non sia di scandalo e che non sia negazione di vita. Riformare la chiesa, ripensare le diocesi e gli istituti religiosi, con l’intenzione nascosta di recuperare posizioni perse, è un disastro istituzionale e di vita. Il centro del nostro rivederci deve essere la Misericordia Uterina e Materna del Padre, non il recupero di posizioni. Basta con la preghiera per le vocazioni per recuperare potere clericale nella società, è tempo di chiedere il dono della fede, l’aumento della fede, per imparare a giocare la nostra vita come cosa viva, come misericordia del Padre, come un no chiaro al lievito dei farisei, al potere che Satana ci propone in ogni momento. Noi come cristiani non valiamo perché abbiamo consenso e potere, valiamo se viviamo rapporti nuovi dove il dono della nostra vita non ha paura del martirio, teme invece il non senso del nostro essere figli del Padre nostro celeste.

Commento a cura di p. Giovanni Nicoli.

Fonte – Scuola Apostolica Sacro Cuore

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGIlc

Se sette volte ritornerà a te dicendo:

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17, 1-6
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Parola del Signore.

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