p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 10 Giugno 2020

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La legge è lo strumento del fariseismo che vuole manifestare tutta la sua forza e potenza nel viverla alla faccia del datore della vita che è il Signore Gesù. La legge che è in sé buona è fonte di peccato. La legge è stata posta a tutela della vita ma è diventata causa del peccato che non dà vita.

Noi crediamo che la polizia possa risolvere il problema del bullismo e della minicriminalità, della devianza, dei nostri adolescenti: niente di più falso. La polizia non può educare a nulla, al massimo può reprimere e minacciare e dire che è fuori legge. Questa realtà manifesta tutta la pochezza della legge.

Noi siamo convinti che se vi è un problema, quel problema lo possiamo risolvere togliendo un vuoto legislativo e mettendo una ennesima legge: niente di più illusorio. Ci ritroviamo infatti sempre punto e a capo.

La vita cresce grazie alla beatitudine del dono, della gratuità, dell’attenzione, dell’educazione, del perdono, della misericordia, della cura, del dare tempo a e per.

La legge che in sé è buona serve per le trasgressioni e, in ultima analisi, a stuzzicare l’appetito del peccato e a fare uscire il veleno che c’è in noi.

Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù della legge non a ribadirne la funzione. Tale liberazione non passa attraverso la sua abolizione, questo vorrebbe dire stravolgere il bene in male ciò che già provoca la legge con la sua impossibilità ad essere vissuta e obbedita, ma attraverso il compimento.

Il compimento non è la nostra forza, bravura e capacità di seguirla e obbedirla ma la beatitudine dell’amore che è debolezza, fragilità e peccato perdonato. Il compimento non è dato dal fatto che allora diventiamo bravi e non peccatori: questa è solo una pia illusione e una negazione della libertà dell’uomo. Il compimento è dato dall’amore del Padre per noi, Lui che ha mandato il suo Figlio non per condannare ma per salvare e, dunque, per donare e ridonare la sua vita in noi perché la nostra umanità potesse giungere al suo compimento. Il compimento è la misericordia del Padre che perdona il peccatore.

Gesù è il primo che vive l’amore. La sua non è la giustizia di scribi e farisei, ma è quella eccessiva del Figlio che, uguale a quella del Padre, fa entrare nel Regno. Il compimento della legge è Lui che è venuto non per i sani ma per i malati, non per i giusti, se mai ne esistessero, ma per i peccatori che sono la vera realtà della vita. Solo con l’amore del Cristo per i peccatori che sono l’humus della terra può nascere e crescere la vita. È lì infatti che l’utero di misericordia del Padre entra in azione per dare la vita, senz’altro non dove c’è giustizia secondo il mondo, vale a dire potenza economica, religiosa e politica.

Possiamo dire allora che la legge, che in sé è buona, non avendo nulla a che vedere con la misericordia del Padre, comanda sì ciò che fa crescere la vita vietando ciò che la diminuisce, ma se non vi è il dono di un cuore nuovo è come una campana senza batacchio: non può neppure suonare da morto.

La legge non salva nessuno. L’uomo dopo il peccato ritiene bene il male e male il bene. Quando ce ne accorgiamo abbiamo già sbagliato. Normalmente scatta una sorta di necessità di auto-giustificazione: sbaglio ulteriore che provoca la coazione a ripetere, il vizio. Così la trasgressione diviene abitudine, quasi un imperativo. Così ciò che è vietato è spinta a ripetere la bellezza del rubare le ciliegie dall’albero, e ciò che è comandato ci viene vietato spontaneamente dal nostro cuore malato.

Il compimento della legge è dunque liberazione della nostra umanità dal vizio generato dalla bontà della legge e che evidenzia la bellezza della trasgressione. Il compimento è questo: il Figlio che compie la volontà del Padre e che ci fa entrare nella dinamica di amore Trinitaria.

Noi chiesa dobbiamo smetterla di annunciare la legge, anche i bei dieci comandamenti di mosaica memoria che sembrano essere il centro della nostra vecchia morale. La chiesa è chiamata ad annunciare il vangelo. Dicono gli Atti degli Apostoli: “Mosè infatti, dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe” (15, 21).

La chiesa annuncia l’amore che è pieno compimento della legge, perché l’amore non fa male a nessuno.


AUTORE: p. Giovanni Nicoli 
FONTE: Scuola Apostolica
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