La Parola nel tempo della distanza

PER UN MONDO SENZA LUPI

p. Ermes con Marina Marcolini

Gv 11, 46-56
Se quest’uomo continua così tutti gli andranno dietro!

L’istituzione religiosa sente franare il potere sotto i piedi, e decide di eliminare Gesù. Compie molti segni, loro li vedono.

Ha già risuscitato Lazzaro, allora decidono di eliminarlo come prova vivente.
Di miracoli ce ne sono fin troppi, nel mondo, ma non convertono proprio nessuno. Perché non è mai un fatto esterno che ci converte, ma solo ciò che viene dall’anima, un seme dentro.
Come sono arrivati fin qui?
Gesù ha denunciato che il loro vero dio è il denaro, che vogliono rappresentare Dio ma non sanno niente di lui. Li ha chiamati sepolcri imbiancati; li ha smascherati come commedianti,
innamorati delle loro poltrone fino all’omicidio e alla menzogna.

Se il popolo crede a queste parole, è la fine. Allora Caifa, il leader, interpreta il pensiero di tutti: è meglio che muoia!
Anzi la parola-chiave: è conveniente per noi. È nel nostro interesse!
Cercano, e trovano una scusa sul terreno politico: evitare una sommossa e quindi l’intervento delle legioni romane.
Ma quando mai Gesù ha predicato la guerra?

Imbrogliano perfino sul motivo della sentenza di morte, che non è quella di un rivoltoso contro l’impero, ma quella di un pastore vero, che vede venire i lupi e non scappa. Che muore per difendere pecore e agnelli, muore per un mondo senza lupi dove tutti sono fratelli. Dove il più grande è colui che ama di più, e il più piccolo è il più importante di tutti.
L’infinita tenerezza di Dio.. abbracciato per sempre ad ognuno dei suoi figli.

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