p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di oggi, 18 Marzo 2020 – Mt 5, 17-19

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I DETTAGLI DELL’ AMORE

Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Un brano difficile, tosto. Come si fa con i brani difficili? Si interpretano le parole di Gesù con la vita di Gesù: lui infrange la legge molte volte e non su punti secondari: mette l’uomo prima del sabato, mangia coi peccatori, tocca gli impuri, salva l’adultera dalla punizione…

Sono venuto a dare pieno compimento alla legge. Compimento, non osservanza.
L’obiettivo della legge antica era più bello di ciò che potevamo immaginare: Questa legge io oggi ti do perché tu viva a lungo e sia felice. Non perché sia più buono, più gentile, più devoto. No: più felice e più vivo, più umano.

Che cosa compie l’umano? “Le mie braccia aperte sono appena l’inizio di un cerchio che un amore più vasto compirà” (M Guidacci). Pieno compimento è l’amore.
Non cadrà neppure un jota o un trattino della legge…L’amore ha una legge piena di jota e trattini, piena di minime attenzioni: non trascurare i dettagli, non dimenticare i piccoli gesti dell’amore, il bicchiere d’acqua fresca, il guardarsi negli occhi, la carezza.

Il Cantico dei Cantici ce lo ricorda: da un dettaglio mi sono innamorato, da come cammini…
Il vangelo invita a custodire i piccoli particolari, a godere tutti i piccoli dettagli dell’amore.

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