p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 8 Maggio 2020

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Sono gli ultimi momenti che Gesù sta con i suoi discepoli e Gesù li vuole tranquillizzare. LO FA con un paradosso: la sua morte non sarà una perdita per loro, ma un guadagno; non sarà un’assenza, ma una presenza ancora più intensa.

MA PERCHÉ I DISCEPOLI SONO TURBATI??? Non credo per quello che stava per accadere a Gesù ma perché li aveva appena smascherati…annunciando un doppio tradimento, di Pietro e di Giuda. In fondo, anche se solo all’inizio, questo vangelo ci ricorda che nessuno potrà mai affidarsi a se stesso o alle sue pregherie, la Fede è una scelta quotidiana, un sì che si ripete ogni giorno.

Cosa dice Gesù? “«Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me “«Nella casa del Padre vi sono molte dimore»”. Qui bisogna comprendere bene queste parole alla luce del versetto 23 quando Gesù dirà: “«Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui»”. Non si tratta qui di una dimora presso il Padre, non è più la «Bet-heloìm» o(greco: òikos Theoû) , ossia il TEMPIO.

Ma Dio, il Papà, viene a dimorare tra di noi!. Questa è la grande novità proposta da Gesù: non c’è più un santuario dove si manifesta Dio, ma in ogni persona che lo accoglie, lì Dio si manifesta.

p. Arturo MCCJ

Fonte: Telegram

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