p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 27 Luglio 2020

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In queste parabole Gesù cerca di far capire ai discepoli la storia del regno di Dio, e per fare questo ricorre a immagini quotidiane, a ciò che è consueto, come fosse un evento particolare.

Gesù non usa mai immagini statiche, non ricorre a discorsi astratti per illustrare il regno dei cieli, il regno di Dio, ma crea immagini di vita, perché il Regno è una realtà storica, viva, è un evento dinamico che si sviluppa con una forza autonoma.

Nella prima parabola si racconta l’azione di un uomo che semina nella terra un granellino di senapa, è il seme più piccolo che esista, è di una piccolezza proverbiale, ma una volta deposto in terra, seminato, diventa un vero albero.

Ecco, il seme, la parola di Dio non è un sassolino inerte, ma un seme piccolo eppure pieno di forza e di vita: quantitativamente poco visibile, ma qualitativamente molto forte!


Fonte: Telegram

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