p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 27 Aprile 2020

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Nel vangelo di oggi iniziamo la riflessione sul Discorso del Pane di Vita (Gv 6,22- 71), che si prolunga durante i prossimi giorni, fino alla fine di questa settimana. Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente segue Gesù. Avevano visto il miracolo, si erano saziati e volevano di più! Non siamo davanti a un vero e proprio discorso, quanto più a 7 brevi dialoghi che vogliono illuminare l’ascoltatore sul significato della condivisione dei pani, collegandolo all’esperienza dell’esodo e della cena eucaristica.

Gesù non parte certo con il piede leggero!!! Mette subito in discussione la radice dell’orientamento della fede, forse meravigliato delle tante persone che in pio pellegrinaggio non hanno esitato a cercarlo a destra e manca. Cosa che succede anche oggi. La gente ha sete dei segni di Dio, e forse meno di Lui, ed è disposta e muoversi per mezzo mondo, invece di incontrarlo e appoggiarlo nei poveri che incrociano i loro cammini.

Questo perché, come ci ricorda Gesù oggi, per molti la fede ha uno scopo: garantirsi una sicurezza, una specie di immunità totale da ogni pericolo e da ogni ostacolo e una garanzia piena di poter vedere appagato ogni nostro desiderio, anche quando questi sono orientati soltanto alle cose terrene e ai beni solo umani. La fede che egli vuole è ben diversa ed è egli stesso ad esplicitarla per noi: «Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Dobbiamo davvero chiederci cosa significhi per noi la fede in Gesù!!!

Fonte: Telegram

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