p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 15 Luglio 2020

Finalmente Gesù dice delle cose che a molti risuoneranno positive: per comprendere Dio non c’è bisogno di titoli, di leggere, di fare i compiti, di studiare.

Anzi, al contrario, qualcuno arriverà pensare che queste parole sono un vero e proprio inno all’ignoranza. Chiariamo subito che Gesù non prende posizione contro il sapere, contro la cultura, tutt’altro.

I sapienti e i dotti sono i dottori della legge, il magistero ufficiale di Israele, quelli che già hanno condannato Gesù come bestemmiatore. Dopo il suo viaggio tra le città di Galilea, Gesù si rende conto che l’esperienza che lui aveva di Dio non corrispondeva con gli insegnamenti di coloro che erano stati posti a trasmettere e testimoniare ,attraverso le scritture i ruoli,  l’amore di Dio padre.

Sapete di chi sto parlando? Gesù denuncia l’abuso, l’ignoranza e l’ipocrisia degli scribi e dei farisei  e lo fa dichiarando che Dio trova altri cammini per rivelarsi.


Fonte: Telegram

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