p. Arturo MCCJ – Commento al Vangelo del 14 Maggio 2020

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Avete mai pensato di farvi una tatuaggio? Qualcosa che vorreste vedere per sempre sulla vostra pelle per ricordarvi un momento speciale, un pensiero, una persona, o qualcosa d’altro?

Ebbene, benvenuti al salone spirituale per il tatuaggio che Gesù vorrebbe fosse inciso nel nostro cuore: ‘amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati.’ L’amore per il prossimo, nel cristianesimo, non è un altro comandamento, come dire che c’è l’amore di Dio e poi l’amore del prossimo. E’ un unico comandamento.

Tu ami il padre, amando il fratello, se non ami il fratello, non ami il Padre. Gesù non ci chiede innanzitutto che amiamo lui, che ricambiamo il suo amore, amandolo a nostra volta. No, la risposta al suo amore è l’amare gli altri come lui ci ha amati e li ha amati. 

Amare gli altri perché Dio ci ha amati per primo (cf. 1Gv 4,19) e non cedere alla tentazione di pensare che amiamo Dio solo desiderandolo o attendendolo è la sfida eterna che ci attenda dentro la nostra, e non solo, religione. Nella prima lettera di Giovanni infatti ascoltiamo: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv 4,20).

p. Arturo MCCJ

Fonte: Telegram

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