Origene – Commento al Vangelo del 28 Settembre 2019

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Tra tutti i miracoli e prodigi che riguardano Cristo, uno specialmente eccede la capacità della mente umana e la riempie di stupore.

La fragilità della nostra intelligenza non riesce a comprendere e neppure a intuire come si possa credere che sì grande potenza della divina maestà, lo stesso Verbo del Padre (Gv 1,1), la stessa Sapienza di Dio (1Cor 1,24), per mezzo della quale sono state create tutte le cose visibili e invisibili (Gv 1,3; Col 1,16), abbia potuto essere contenuta in quell’uomo che apparve in Giudea; che la Sapienza di Dio sia entrata nel seno di una vergine e sia nata come una piccola creatura che vagiva e piangeva come tutti gli altri bambini.

Che abbia poi potuto provare i terrori della morte come egli stesso affermò dicendo: «La mia anima è triste fino alla morte» (Mt 26, 38) e, infine, che sia stato condannato alla morte più ignominiosa tra gli uomini, anche se poi, dopo tre giorni, risuscitò. (…)

In verità far udire ad orecchi umani tali cose, provare ad esprimerle con le parole, supera il linguaggio degli uomini (…) e probabilmente anche quello degli angeli.

Fonte: «Vangelo del Giorno» è un servizio proposto dall’associazione internazionale Evangelizo.

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Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9, 43b-45

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Parola del Signore