Oasi Mariana Betania – Commento al Vangelo del 28 Giugno 2019 – Lc 15, 3-7

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Gesù sembra voler invitare i suoi discepoli
a fare attenzione ai particolari.
Accorgersi fra cento pecore che ne manca una sola,
e preoccuparsi fino al punto da lasciare tutte le altre
addirittura nel deserto – e quindi non al sicuro –
per andare in cerca di quella sola
è davvero un amore speciale che può sembrare fuori logica:
cercarne una lasciandone altre cento
al rischio che si perdano, davvero fa capire
che non si sanno fare bene i conti.
E invece appartiene a quella Logica speciale
che è capace di cercare l’essenziale dell’amore
anche nei più piccoli particolari, e della quale
solo Dio può dar lezione in maniera assoluta.
La miglior cosa per imparare sarà quella
di domandare la sua logica e di mettersi umilmente
alla scuola che di sicuro avrà successo.
Anche se umanamente non si trovano ragioni,
l’Amore grande ha come ragione fondamentale
quella di non essere compreso.
È così che Dio allena i suoi santi
che sono i campioni dell’Amore.

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Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 15, 3-7

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:

«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?

Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Parola del Signore.

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