Oasi Mariana Betania – Commento al Vangelo del 24 Settembre 2019

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Ascoltare la Parola di Dio ed essere generati
come figli e fratelli, quali membri della stessa sua famiglia,
è un miracolo straordinario, alla portata di chi
semplicemente si ferma,
e chiede al proprio cuore di mettersi in ascolto.
Una possibilità alla portata di tutti, nessuno escluso.
Nessuna fatica, nessuno sforzo, nessun impegno,
se non quello di lasciarsi raggiungere dal calore
di una presenza che invade l’anima e la trasforma.
È dall’ascolto, infatti, che può nascere tutto:
lo scatto, il salto, il tuffo della fiducia,
che ben presto si trasforma in movimento verso il basso,
verso il più piccolo, l’ultimo, il debole,
anche fosse disonesto, iracondo, peccatore al massimo grado.
È il primo passo, certo, ma è fondamentale,
perché la pratica non si ha senza l’ascolto.
Mettere in pratica ciò che si è ascoltato
porta a ricalcare le orme dal Maestro
e a prendere esempio dai suoi comportamenti:
incontri in cui farsi attenti alle persone
dai bisogni più svariati,
ore trascorse ad annunciare il regno,
a consolare, guarire e asciugare lacrime,
giornate spese senza sosta e senza tregua
per saziare le folle di pane, di Parola e di Salvezza.
E sono soltanto piccoli ricordi
capaci di impegnare il tempo di una vita.
E avere gioia.

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Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8, 19-21


In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Parola del Signore