Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 8 Agosto 2019

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Il commento alle letture del 8 Agosto 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Questo non ti accadrà mai

Nm 20,1-13; Sal 94; Mt 16,13-23

Simon Pietro, per rivelazione del Padre, confessa che Gesù è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Gesù proclama beato Simone, attestando che la sua parola non proveniva né dalla carne né dal sangue, ma dal Padre suo. A lui promette che sulla sua pietra avrebbe costruito la sua Chiesa e che le porte degli inferi mai avrebbero vinto, mai l’avrebbero resa loro schiava. Inoltre gli dona le chiavi del regno dei cieli. Quanto lui legherà sulla terra, sarà legato nei cieli. Quanto lui scioglierà sulla terra, sarà sciolto nei cieli. Chi è allora Simone per la Chiesa e per il mondo? Colui che sempre riconoscerà il vero Cristo, separandolo da quelli falsi, che sono tanti, sono molti. La Chiesa fondata su Pietro mai adorerà un Cristo falso al posto di quello vero. Ogni altra Chiesa non fondata su Pietro sempre potrà incorrere in questo pericolo. Anziché il Cristo vero potrebbe adorarne uno falso. Potrebbe adorare un Cristo degli uomini e non il Cristo di Dio. Poiché Cristo di Dio, verità, grazia, via, vita, luce sono una cosa sola, potrebbe accadere che nelle altre confessioni manchi una di queste essenziali “parti” della piena Verità di Cristo. Si potrebbe avere un Cristo senza o verità, o grazia, o via, o vita, o luce. In realtà alcune confessioni non hanno più neanche il Cristo Dio, Verbo incarnato.

Subito dopo Gesù rivela le modalità del suo essere il Cristo di Dio. Sono quelle del Giusto sofferente e quelle del Servo sofferente dei Salmi e di Isaia. Pietro ancora una volta interviene e dice a Gesù che questo mai dovrà accadergli. Dio mai dovrà volere questo. Se Dio già lo ha profetizzato, potrà mai il Signore Dio modificare una sola sua profezia assoluta, non condizionata agli eventi della storia? Se la profezia è condizionata, tolta o soddisfatta la condizione, la profezia non si compie. Se non vi convertite, perirete allo stesso modo. Profezia condizionata. Ci convertiamo, non periamo. Non ci convertiamo, periamo. Se però la profezia è assoluta essa rimane valida in eterno. Ora i Salmi e Isaia sul Messia sono profezie assolute, senza condizione. Esse si compiranno sempre. Il cielo e la terra passano, la profezia rimane. Questa volta le parole di Gesù sono diametralmente opposte: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Perché prima ha parlato secondo Dio e ora secondo gli uomini? Perché prima parla dalla verità di Dio su Cristo Gesù. Ora non parla dalla verità di Dio, ma dalla falsità degli uomini.

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

L’insegnamento che dona Gesù è sommo, altissimo. Prima di parlare, ognuno deve chiedere al Signore che gli dia la Parola giusta. Anche Gesù, pur essendo pieno di Spirito Santo, sempre pregava il Padre che gli facesse dire sempre la Parola più giusta e gli facesse compiere solo le sue opere. Senza una preghiera accorata, lunga giorni interi se è necessario, è sempre possibile che noi parliamo dal nostro cuore e non dal cuore di Dio, dal nostro istinto o desiderio e non dalla verità delle Scritture. La preghiera accorata ci preserverà sempre da dire su Cristo parola secondo gli uomini. Questa via è stata usata da Gesù, dovrà essere usata da ogni membro del suo corpo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutateci perché diveniamo persone dalla preghiera vera.

Fonte@MonsDiBruno

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