Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 7 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 7 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?

At 25,13b-21; Sal 102; Gv 21,15-19

Nessuno può vivere la missione di Cristo se non ama Cristo. Cristo ha amato il Padre suo fino alla morte di Croce. Ha anche amato i suoi che erano nel mondo. Ha compiuto la sua missione. Senza questo duplice amore, non c’è missione. La missione inizia dal cuore del Padre che ama l’uomo di amore eterno e per la sua salvezza consacra il Figlio suo, anzi lo fa olocausto di redenzione e di salvezza.

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio (Gv 3,16-18). Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (Gv 13,1.34-35).

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici (Gv 15,9-13).

E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,22-26).

L’amore è dono totale. Il Padre ama il mondo. Vuole la sua salvezza. Per esso offre il Figlio suo. Gesù ama il mondo. Vuole la sua salvezza. Offre se stesso. Sa però che la sua offerta è infruttuosa senza l’offerta degli Apostoli. Ad essi chiede che facciano la sua stessa offerta. Come Lui l’ha fatto per amore del Padre, così essi la dovranno fare per amore suo. Nel suo amore dovranno amare il Padre e il mondo come lo ama il Padre. Se non sono nel suo amore, non potranno amare né il padre né il mondo, perché tutto si deve vivere in Lui, con Lui, per Lui. Pietro deve amare pecore e agnelli come li ama il Padre. Li potrà amare solo nel suo amore. Li amerà nel suo amore, se amerà Gesù come Gesù ha amato e ama Pietro. Pietro ama Gesù, ma ancora sente il peso del suo rinnegamento. A Gesù basta la volontà di amare e di crescere in questo amore. Nell’amore si cammina, nell’amore si progredisce, nell’amore ci si perfeziona.

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Ora Gesù rassicura tutti gli altri Apostoli. Invita Pietro a seguirlo sulla croce. Lui si alza e segue Gesù. Cammina dietro il suo Maestro. Gli altri Apostoli ora sanno che Gesù è con Pietro e Pietro con Gesù. Possono essere da lui guidati. Lui è nell’amore di Gesù.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il mondo veda che Gesù è con noi e noi con Lui.

Fonte@MonsDiBruno

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