Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 5 Settembre 2019

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Il commento alle letture del 5 Settembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Sedette e insegnava alle folle dalla barca

Col 1,9-14; Sal 97; Lc 5,1-11

Cristo attinge la Parola dal cuore del Padre. Ogni suo discepolo deve attingere la Parola dal cuore di Cristo, che è la sua Chiesa. Se non attinge la Parola dal cuore della Chiesa, la sua è parola degli uomini, mai potrà dirsi Parola di Cristo Gesù. Non è attinta dal cuore di Gesù Signore. San Paolo insegna che la Chiesa è colonna e sostegno della verità. Chi è senza Chiesa è anche senza la verità della salvezza e della redenzione. Che la sua parola venga dal suo cuore è attestato dai frutti che essa non produce. Dalla parola degli uomini mai verrà un solo frutto di vera salvezza.

Ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità: egli fu manifestato in carne umana e riconosciuto giusto nello Spirito, fu visto dagli Angeli e annunciato fra le genti, fu creduto nel mondo ed elevato nella gloria. Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, a causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza: gente che vieta il matrimonio e impone di astenersi da alcuni cibi, che Dio ha creato perché i fedeli, e quanti conoscono la verità, li mangino rendendo grazie. Infatti ogni creazione di Dio è buona e nulla va rifiutato, se lo si prende con animo grato, perché esso viene reso santo dalla parola di Dio e dalla preghiera. Proponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito. 7Evita invece le favole profane, roba da vecchie donnicciole (1Tm 3,14-4,6).

Gesù insegna dalla barca, che è immagine e figura della Chiesa. Gesù ammaestra dalla Chiesa che è Lui stesso per formare la Chiesa. Se la Chiesa non viene formata è segno che non si ammaestra dalla Chiesa, ma dal proprio cuore e dai propri desideri. La verità del Vangelo che noi predichiamo è data dalla formazione del corpo di Cristo, che è la sua Chiesa. Se noi non formiamo la Chiesa, il nostro Vangelo è falso. Non è il Vangelo del Figlio del Dio vivente e neanche il Vangelo dello Spirito Santo. Formare la Chiesa è essenza della predicazione del Vangelo. Non è una cosa secondaria, accessoria. È il fine stesso dell’annunzio della Parola. Dalla Chiesa Pietro è mandato nel mare del mondo a gettare la rete per la pesca. Dopo la pesca miracolosa Pietro è chiamato da Gesù per fare di lui un pescatore di uomini. Chi è il pescatore uomini? Colui che toglie gli uomini dal mare del mondo e li porta tutti nella barca della Chiesa.

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Un Vangelo non attinto dal cuore di Cristo, dal cuore della Chiesa, non è Vangelo di Dio. Un Vangelo che non forma la Chiesa del Dio vivente, non è Vangelo di Dio. Un Vangelo che si limita a giustificare un’antropologia di puro umanesimo, non è Vangelo di Dio. Un Vangelo trasformato in filantropia, non è Vangelo di Dio. Il Vangelo è di Dio quando è predicato per formare il Corpo di Cristo che è la sua Chiesa. È Chiesa di Gesù quella fondata su Pietro. Se il Vangelo non forma la vera Chiesa di Cristo Signore, non è vero Vangelo dello Spirito Santo. È solo parola umana. La formazione della Chiesa attesta e certifica che il nostro Vangelo è il purissimo Vangelo del Padre.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano edifichi la Chiesa di Gesù Signore.

Fonte@MonsDiBruno