Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 5 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 5 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Anche io ho mandato loro nel mondo

At 20,28-38; Sal 67; Gv 17,11b-19

Al Padre, Gesù parla al presente, come se fosse già risorto e asceso al cielo. La verità che dice al Padre, non la dice solo a Lui, la dice anche ai suoi Apostoli. Come il Padre ha mandato Cristo Gesù nel mondo? Lo ha mandato pieno di Spirito Santo per compiere la missione della salvezza e della redenzione di ogni uomo. Come Gesù ha compiuto la sua missione? Obbedendo, nello Spirito Santo, al Padre fino alla morte di croce. Il Figlio nulla ha detto o fatto dalla sua volontà. Tutto ha detto e fatto dalla volontà del Padre. Così il Padre ha mandato il Figlio. Così il Figlio ha mandato i suoi Apostoli. Essi devono portare a compimento la sua missione: annunziare e fare tutta la sua volontà, nello Spirito Santo, senza mai deviare né a destra né a sinistra. Non c’è autonomia nella missione, ma solo obbedienza. Non ci sono iniziative, ma ascolto.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,19-23). Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,18-20).

E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16,15-20). Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto» (Lc 24,45-49).

Se gli Apostoli devono purissima obbedienza a Cristo, sono stati mandati da Cristo, essi non hanno relazione con il Padre. Come il Figlio si è consegnato al Padre facendosi strumento della sua gloria, così gli Apostoli si devono consegnare a Cristo per essere strumenti della sua gloria. Se gli Apostoli escludono addirittura Cristo dal mistero della vera salvezza, quale gloria rendono a Cristo? Essendo Cristo la gloria del Padre, neanche al Padre rendono gloria. È il fallimento totale della missione. Ma se la missione fallisce, anche gli Apostoli sono falliti. Non ha senso dirsi Apostoli di Gesù.

Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.

Dalle verità del Padre è la verità di Cristo. Dalla verità di Cristo è la verità dell’Apostolo. Se l’Apostolo priva Cristo della sua verità, anche l’Apostolo si priva della sua verità. Un Apostolo senza verità, quale verità potrà dare al mondo? La sua missione è inutile.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che l’Apostolo riprenda la sua verità. Lui è da Cristo.

Fonte@MonsDiBruno

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