Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 30 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 30 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo

1Re 19,16b.19-21; Sal 33; 2Tm 4,6-8.17-18; Lc 9,51-62

Quando il Signore chiama, il prima si lascia, il dopo non esiste. Il dopo esiste mentre si vive, ma non si vive secondo la volontà dell’uomo chiamato dal Signore, ma dalla volontà del Signore che ha chiamato l’uomo. Abramo lascia la casa di suo padre. Si consegna a Dio. Il suo è un presente sempre presente. Il futuro è solo nella volontà del suo Dio. Oggi il Signore dice e Abramo obbedisce. Domani dice e domani obbedirà. La stessa cosa vale per Mosè e anche per tutti gli altri che sono da Lui chiamati.

Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,1-3). Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte» (Es 3,7-12).

Anche Gesù, mandato da Dio per operare la redenzione del Genere umano, niente vive dalla sua volontà. Tutto Lui dice e compie per mozione immediata dello Spirito Santo. Lo Spirito gli dice di andare e Lui va, di fermarsi e Lui si ferma; di parlare e Lui parla, di compiere un miracolo e Lui lo compie. Oggi lo Spirito Santo gli ordina di incamminarsi verso Gerusalemme e Lui si incammina obbedendo con ferma decisione. Se Gesù non né futuro né presente dalla sua volontà, può dare un presente e un futuro a coloro che Lui chiama alla sua sequela missionaria o a coloro che chiedono di seguirlo? Ognuno dona ciò che ha. Gesù ha lo Spirito che lo muove e darà lo Spirito che muoverà i suoi Apostoli e Discepoli missionari per il mondo. Ma chi cammina mosso dallo Spirito non può programmarsi la vita. Se essa non è tutta dallo Spirito Santo, non può essere vita missionaria. Lo Spirito manda e il discepolo va. Il mandato, la missione, è perenne, attimo per attimo, momento per momento. Il vero missionario è colui che è sempre mandato. Non è missionario colui che si manda da se stesso.

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Ogni discepolo di Gesù deve scegliere. Se vuole essere missionario, deve essere sempre mandato dallo Spirito Santo. Se è il discepolo che si manda, non è missionario. È dalla sua volontà, non dalla volontà dello Spirito del Signore. Chi si manda non è mandato. Chi è mandato non si manda. Chi ha ricevuto una missione e la modifica non è più missionario. Il missionario è sempre dalla volontà di colui che lo ha mandato.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che siamo sempre missionari secondo il cuore di Dio.

Fonte@MonsDiBruno

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