Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 27 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 27 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!

Gn 16,1-12.15-16; Sal 105; Mt 7,21-29

Un giorno il Signore disse al profeta Geremia che, se in Gerusalemme si fosse trovato un solo giusto, Lui non avrebbe permesso la sua distruzione, devastazione, rovina.

Percorrete le vie di Gerusalemme, osservate bene e informatevi, cercate nelle sue piazze se c’è un uomo che pratichi il diritto, e cerchi la fedeltà, e io la perdonerò. Invece giurano certamente il falso anche quando dicono: «Per la vita del Signore!». I tuoi occhi, Signore, non cercano forse la fedeltà? Tu li hai percossi, ma non mostrano dolore; li hai fiaccati, ma rifiutano di comprendere la correzione. Hanno indurito la faccia più di una rupe, rifiutano di convertirsi. Io pensavo: «Sono certamente gente di bassa condizione, quelli che agiscono da stolti, non conoscono la via del Signore, la legge del loro Dio. Mi rivolgerò e parlerò ai grandi, che certo conoscono la via del Signore, e il diritto del loro Dio». Purtroppo anche questi hanno rotto il giogo, hanno spezzato i legami! Per questo li azzanna il leone della foresta, il lupo delle steppe ne fa scempio, il leopardo sta in agguato vicino alle loro città: quanti escono saranno sbranati, perché si sono moltiplicati i loro peccati, sono aumentate le loro ribellioni. «Perché ti dovrei perdonare? I tuoi figli mi hanno abbandonato, hanno giurato per coloro che non sono dèi. Io li ho saziati, ed essi hanno commesso adulterio, si affollano nelle case di prostituzione. Sono come stalloni ben pasciuti e focosi; ciascuno nitrisce dietro la moglie del suo prossimo. Non dovrei forse punirli? Oracolo del Signore. Di una nazione come questa non dovrei vendicarmi? Salite sulle sue terrazze e distruggetele, senza compiere uno sterminio; strappate i tralci, perché non sono del Signore. Poiché si sono ribellate contro di me la casa d’Israele e la casa di Giuda». Oracolo del Signore (Ger 5,1-11).

Sono convinto nel mio spirito che oggi il Signore potrebbe dire la stessa cosa: percorrete la Chiesa di Dio, esaminate tutte le coscienze. Trovate un cuore che veramente creda in questa parola di Gesù, “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”, e io potrò ricominciare ad illuminare il mondo. Qualcuno che creda a livello concettuale può anche trovarsi, ma poi non conforma la sua vita alle Parole di Gesù. Non costruisce la sua casa sul suo Vangelo. Tanto – si dice – la sua misericordia trionfa sempre. Oggi si è persino giunti a volere il perdono senza pentimento, l’Eucaristia nel peccato mortale, i sacramenti senza alcuna fede in essi. Tutto questo sta accadendo perché non si crede più che quanto Cristo ha detto lo mantiene anche. Se Lui ha detto che non ci conosce, non ci conosce. Se dice che la porta resterà chiusa. Chiusa resterà. Noi invece diciamo che sempre il suo cuore è ricco di misericordia e che la porta si aprirà per tutti. Non stiamo dicendo che alla fine tutti saremo in paradiso? Non stiamo insegnando che l’inferno è vuoto? Non stiamo professando che Cristo non serve più come via di salvezza? Non stiamo gridando che ogni Dio è uguale ad ogni altro Dio? Non stiamo urlando che non c’è più differenza tra chi osserva il Vangelo e chi non lo osserva? Ognuno non sta facendo ciò che gli pare meglio? Non siamo tutti impegnati alla costruzione della grande torre della confusione?

Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

Quale soluzione è data per uscire da questa torre infernale? La soluzione c’è ed è una sola: Chi crede nella Parola di Gesù mostri con la sua condotta la sua fede in essa.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano mostri con la vita la sua fede.

Fonte@MonsDiBruno

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