Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 26 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 26 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Guardatevi dai falsi profeti

Gn 15,1-12.17-18; Sal 104; Mt 7,15-20

I falsi profeti sono stati la rovina dell’antico popolo del Signore e sono la rovina anche del nuovo. Produce più danni in un solo giorno un falso profeta che mille persone contrarie a Cristo ogni giorno per mille anni di duro e aspro combattimento contro il Vangelo. I pagani non hanno mai distrutto la Chiesa, anzi l’hanno resa forte, invincibile. Per i cristiani il loro sangue versato per Cristo era seme di altri cristiani. Invece la Chiesa fu sempre lacerata ed è lacerata dai suoi falsi profeti, dai falsi profeti cioè che sorgevano e sorgono dal suo seno. Oggi i falsi profeti cristiani non stanno lacerando della Chiesa fede, morale, Verità, teologia, Scrittura, Vangelo, Rivelazione, Tradizione, Magistero, sacramenti, ministri ordinati? C’è una sola verità o un solo principio sul quale la Chiesa si regge che sia rimasto saldamente al suo posto? Paolo può anche gridare che non c’è un altro Vangelo o che esso produce salvezza se conservato nella sua purezza di origine. Può anche gridarlo, ma chi lo ascolta? Oggi è l’impero, il regno della falsa profezia. Più si è falsi profeti e più il mondo applaude e loda.

Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo! Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo (Gal 1,6-12). Vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano! A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto (1Cor 15,1-11).

Ci si può guardare oggi dai falsi profeti? C’è una sola via ed è costosa. Si deve essere cementati in tutti e dieci i Comandamenti della Legge Antica, senza mai uscire da essi. Si deve dimorare nelle Beatitudini e in tutto il Discorso della Montagna senza mai guardare né a destra né a sinistra. Se dimoriamo nella Parola, lo Spirito Santo mette attorno alla nostra persona la sua corazza o il suo muro di fuoco che nessun falso profeta potrà attraversare. Se invece usciamo in molto o in poco da questo recinto protetto e custodito dallo Spirito Santo, saremo assaliti dall’esercito dei falsi profeti e trascinati nella menzogna, nella falsità, nell’inganno. Distruggeremo la Chiesa.

Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete.

Se siamo fuori dei Comandamenti e del Discorso della Montagna, la regola dell’albero e dei frutti non si applica più. Questa regola si applica dalla grazia, mai dal vizio, mai dal peccato, mai dalla disobbedienza. Con il peccato nel cuore, diveniamo ciechi di mente e di spirito. Nulla vediamo. Non distingueremo più neanche un cammello da un moscerino, figuriamoci a distinguere un vero da un falso profeta. È storia quotidiana.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che lo Spirito Santo ci protegga col suo muro di fuoco.

Fonte@MonsDiBruno

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