Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 25 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 25 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Entrate per la porta stretta

Gn 13,2.5-18; Sal 14; Mt 7,6.12-14

Man mano che la storia della salvezza avanza verso la rivelazione piena in Cristo Gesù, la porta, pur rimanendo sempre stretta, cambia di natura e di sostanza, restringendosi in meglio. Man mano che si procede, se prima la si poteva attraversare con un corpo di carne, a poco a poco la si può attraversare solo se si diviene esseri spirituali, trasformati secondo questo fine dallo Spirito Santo. La prima porta stretta inizia con i Comandamenti. L’obbedienza alle due tavole della Legge è necessaria perché la benedizione di Dio scenda sull’uomo. Ma anche perché l’uomo gusti la terra che Dio gli ha promesso. Si esce dall’obbedienza, la porta si chiude. Dio viene all’uomo con la sua benedizione. L’uomo non sale a Dio nella perfezione della vita. Si percorre un altro tratto di strada. Porta della vita e della benedizione è il timore del Signore, che è radice, corona, albero, principio della sapienza. Si esce dal timore del Signore, non si compie la volontà di Dio, Dio non scende con la sua grazia, l’uomo non sale con la sua verità umana, di persona fatta a immagine e a somiglianza del suo Creatore.

Ogni sapienza viene dal Signore e con lui rimane per sempre. La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni dei secoli chi li potrà contare? L’altezza del cielo, la distesa della terra e le profondità dell’abisso chi le potrà esplorare? Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza e l’intelligenza prudente è da sempre. Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli, le sue vie sono i comandamenti eterni. La radice della sapienza a chi fu rivelata? E le sue sottigliezze chi le conosce? Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato? La sua grande esperienza chi la comprende? Uno solo è il sapiente e incute timore, seduto sopra il suo trono. Il Signore stesso ha creato la sapienza, l’ha vista e l’ha misurata, l’ha effusa su tutte le sue opere, a ogni mortale l’ha donata con generosità, l’ha elargita a quelli che lo amano. L’amore del Signore è sapienza che dà gloria, a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino.

Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona d’esultanza. Il timore del Signore allieta il cuore, dà gioia, diletto e lunga vita. Il timore del Signore è dono del Signore, esso conduce sui sentieri dell’amore. Chi teme il Signore avrà un esito felice, nel giorno della sua morte sarà benedetto. Principio di sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno. Ha posto il suo nido tra gli uomini con fondamenta eterne, abiterà fedelmente con i loro discendenti. Pienezza di sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i propri fedeli. Riempirà loro la casa di beni desiderabili e le dispense dei suoi prodotti. Corona di sapienza è il timore del Signore; essa fa fiorire pace e buona salute. L’una e l’altra sono doni di Dio per la pace e si estende il vanto per coloro che lo amano. Egli ha visto e misurato la sapienza, ha fatto piovere scienza e conoscenza intelligente, ha esaltato la gloria di quanti la possiedono. Radice di sapienza è temere il Signore, i suoi rami sono abbondanza di giorni. Il timore del Signore tiene lontani i peccati, chi vi persevera respinge ogni moto di collera (Sir 1,1-21).

Viene Gesù, come per Lui la porta stretta è lo Spirito Santo, che dovrà condurlo ad obbedire anche ai più reconditi e non rivelati suoi pensieri e desideri, fino alla morte per crocifissione sul Golgota, così per i discepoli di Gesù, la porta stretta non è il Vangelo e non sono le Beatitudini, è invece la perenne e ininterrotta obbedienza allo Spirito Santo. Se si esce dal governo e mozione dello Spirito Santo, si fa del Vangelo una parola come tutte le altre parole. È quanto sta avvenendo oggi nella Chiesa del Signore. Si legge il Vangelo come si legge ogni altro libro, ogni rotocalco, ogni settimanale. Esso è parola, ma non Parola di Dio. Invece se siamo nel governo dello Spirito Santo, il Vangelo diviene vera Parola di Cristo Gesù. Lo Spirito del Signore ci dona l’intelligenza per comprenderlo e ci muove per una sua perfetta attuazione. È lo Spirito del Signore che ci fa vivere il Vangelo secondo la volontà di Dio oggi.

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che lo Spirito Santo ci guidi lungo la porta stretta.

Fonte@MonsDiBruno

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