Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 24 Settembre 2019

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Il commento alle letture del 24 Settembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica

Esd 6,7-8.12b.14-20; Sal 121; Lc 8,19-21

Un uomo è beato quando cammina nella Legge del Signore. Quando si è nella Parola, si dimora in essa, la beatitudine diviene ogni benedizione. La benedizione sulla terra si trasforma alla fine del tempo in benedizione eterna. Si abita con Dio nella sua casa.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte. È come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene. Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde; perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio né i peccatori nell’assemblea dei giusti, poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina (Sal 1,1-8).

La beatitudine della Vergine Maria non nasce dal suo concepimento immacolato, neanche dall’essere Lei piena di grazia e neanche dalla presenza di Dio nella sua vita. Nasce invece dalla sua fede. Maria è beata perché ha creduto nella Parola del Signore. Questa beatitudine è già stata cantata da Elisabetta. Maria è beata perché ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore. È beata per la sua obbedienza.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,39-45).

Se il discepolo di Gesù vorrà essere beato e trasformare la beatitudine in benedizione eterna deve rimanere ancorato all’obbedienza alla Parola del Vangelo, secondo la verità che viene sempre dallo Spirito Santo. Il cristiano obbedisce alla Parola obbedendo allo Spirito Santo. Né Parola senza lo Spirito, né lo Spirito senza la Parola.

Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo. E se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna (1Pt 1,13-23).

Gesù deve piena obbedienza al Padre. Tra Lui e il Padre nessuno può interferire, neanche la Madre, neanche un suo parente più stretto. Chi vuole essere suo fratello e sua Madre deve rispettare la sua obbedienza al Padre. Mai dovranno distrarlo da essa, neanche per un istante. Amare Cristo è aiutarlo nella sua obbedienza.

E andarono da lui la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Sappiamo che la Vergine Maria mai ha interferito nella relazione tra Gesù e il Padre. Anche in questa obbedienza Lei è stata perfettissima. Lei è vera Madre di Gesù.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci obbedienti, sempre, in tutto, alla Parola di Dio.

Fonte@MonsDiBruno