Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 23 Settembre 2019

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Il commento alle letture del 23 Settembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Perché chi entra veda la luce

Esd 1,1-6; Sal 125; Lc 8,16-18

Il cristiano è luce di Cristo Gesù nel mondo allo stesso modo che Cristo Gesù nel suo corpo mortale era luce del Padre. Come Gesù illuminava il mondo della purissima verità del Padre con le sue opere e le sue parole, così il cristiano deve illuminare ogni uomo con la purissima luce di Gesù Signore. La luce non viene né dalla Scrittura e neanche dai Sacramenti per il mondo. Il cristiano attinge luce nello Spirito Santo e grazia e forza nei sacramenti, arde come luce di Cristo, manifesta Cristo, lo rivela.

Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me (Fil 2,12-18).

Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia. Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne, che fanno guerra all’anima. Tenete una condotta esemplare fra i pagani perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita. Vivete sottomessi ad ogni umana autorità per amore del Signore: sia al re come sovrano, sia ai governatori come inviati da lui per punire i malfattori e premiare quelli che fanno il bene. Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all’ignoranza degli stolti, come uomini liberi, servendovi della libertà non come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio. Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re (1Pt 2,9-17).

Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto! (2Cor 6,4-10).

Cristo è luce eterna del Padre. Lui era nascosto nell’eternità. Si fece carne. Divenne luce visibile nella storia. Ora è tornato con il suo corpo glorioso. È rimasto sulla terra con il suo corpo, che è la Chiesa. Attraverso questo corpo Lui deve manifestare tutta la luce del Padre. La manifesta in ogni angolo della terra, attraverso ogni suo discepolo. Se però il discepolo torna nelle tenebre, opera un duplice danno. Perde se stesso nelle tenebre eterne. Non aiuta il mondo a lasciare le tenebre ed entrare nella luce. Se il cristiano non è luce di Cristo, mai il mondo potrà conoscere lo splendore della luce.

Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Il cristiano è chiamato ad essere luce di carità, fede, speranza; luce di fortezza, giustizia, temperanza, prudenza; luce di mitezza e di umiltà; luce di arrendevolezza; luce che cammina sempre con gli occhi rivolti verso i beni eterni. Luce di verità sempre.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano mai ritorni nelle tenebre e nella falsità.

Fonte@MonsDiBruno