Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 2 Ottobre 2019

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Il commento alle letture del 2 Ottobre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

I loro angeli nei cieli vedono

Es 23,20-23; Sal 90; Mt 18,1-5.10

Chi legge il Libro di Tobia scoprirà che viene mandato uno dei sette Angeli, sempre pronti ad entrare alla presenza di Dio, per prendersi cura di un giovane che deve affrontare un lungo itinerario per le vie di questo mondo. Lui prende Tobia in consegna e lo conduce sano e salvo, aiutandolo a compiere la missione che il padre aveva affidato loro e in più fa sì che durante il viaggio si sposi con Sara, una della sua parentela. Ecco uno stralcio di questo accompagnamento e degli insegnamenti offerti.

Il giovane partì insieme con l’angelo, e anche il cane li seguì e s’avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand’ecco un grosso pesce balzando dall’acqua tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. Ma l’angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. Gli disse allora l’angelo: «Apri il pesce e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte ma getta via gli intestini. Infatti il suo fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti». Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato. Arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l’altra parte la mise in serbo dopo averla salata. Poi ambedue ripresero il viaggio, finché non furono vicini alla Media. Allora il ragazzo rivolse all’angelo questa domanda: «Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?». rispose: «Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo, e cesserà da lei ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna. Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di chi è affetto da macchie bianche; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono» (Tb 6,1-9).

Quanto avviene visibilmente con l’Angelo Raffaele e Tobia, avviene in modo invisibile con ogni Angelo custode e chi a Lui è stato affidato. Mentre Raffaele è stato mandato grazie alle opere di misericordia del padre Tobi, l’Angelo Custode agisce per la fede e la preghiera. Se non si crede in Lui, se non lo si invoca, Lui nulla potrà fare per noi: è accanto a noi, vive con noi, ma non vive per noi. Anche se Lui ci consiglia, noi siamo sordi ad ogni suo consiglio, insegnamento, parola, e ci perdiamo. Mai Tobia da solo avrebbe potuto compiere quel lungo viaggio. Si sarebbe smarrito dopo i primi tratti di strada. Così nessuno di noi potrà compiere il viaggio della vita, se si abbandona a se stesso. Per sua bontà il Signore mette accanto a noi il suo Angelo. Noi mettiamo la nostra fede e la nostra preghiera. Vi aggiungiamo anche tutto l’amore per Lui e tutta l’umiltà per noi, sapendo che senza di Lui ci perdiamo. Amore, umiltà, fede, preghiera faranno sì che Lui cammini con noi e noi camminiamo con Lui per tutti i giorni della nostra vita. Dio è grande nel suo amore per noi. Anche noi dovremmo essere grandi nell’amore per noi stessi. Sappiamo che possiamo fare con Lui la volontà del Signore. Dobbiamo solo credere, pregare, amarlo, essere umili, meno superbi e presuntuosi.

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Gesù chiede ad ogni uomo di porre molta attenzione perché nessun bambino venga disprezzato. I bambini vanno amati, custoditi nell’amore, aiutati a crescere nelle virtù. Ad essi dobbiamo offrire il meglio della nostra fede, speranza, carità. Dinanzi ad essi dobbiamo vivere di perfetta esemplarità. Così loro vedono che noi amiamo Gesù e il suo Vangelo ed essi predisporranno il cuore ad amare Gesù e la sua Parola. Se noi ci comportiamo bene con i bambini, gli Angeli si comporteranno bene con noi. Ci ameranno perché noi amiamo i bambini loro affidati. Se noi non amiamo i bambini, essi non potranno amarci e se loro non ci amano neanche il Signore potrà benedirci.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che gli adulti siamo esemplari in tutto verso i bambini.

Fonte@MonsDiBruno

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