Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 18 Giugno 2019

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Il commento alle letture del 18 Giugno 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli

2Cor 8,1-9: Sal 145; Mt 5,43-48

Il Libro della Sapienza ci rivela chi il nostro Dio compie ogni sua opera in vista della salvezza dell’uomo. Anche la sua correzione è sempre finalizzata alla salvezza. Se il Padre lavora per la salvezza, anche i suoi figli devono lavorare per la salvezza.

Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi si opporrà alla potenza del tuo braccio? Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza? Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita. Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore. Tu, essendo giusto, governi tutto con giustizia. Consideri incompatibile con la tua potenza condannare chi non merita il castigo. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento (Cfr. Sap 11,21.12,27).

Nel Libro del Levitico Dio si rivela come il Santo, cioè come colui che vuole solo il bene delle sue creature. Anche i suoi figli dovranno essere santi, cioè dovranno volere solo il bene dei loro fratelli. Il bene va cercato e vissuto in ogni relazione con gli uomini.

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore. Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore. Osserverete le mie leggi. Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio. Non commetterete ingiustizia nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusta, hin giusto. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto”» (Cfr. Lev 19,1-37).

Gesù è il Crocifisso dato dal Padre per la salvezza di ogni uomo. Se il Padre dona il proprio Figlio per la redenzione dell’umanità, quanti sono suoi figli nel Figlio devono anche loro dare la vita per la salvezza dei loro fratelli. Come Dio ama per la salvezza di tutti e dona il Figlio per tutti, così ogni suo figlio in Cristo deve dare la sua vita e ogni altra cosa per la salvezza di tutti. Amore universale di tutto di se stessi, sempre.

Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Il cristiano nell’amore ha un solo modello da imitare: Cristo Crocifisso, dono del Padre per la redenzione e la salvezza del mondo. Chi vuole vivere secondo questo amore, mai deve distogliere gli occhi da Gesù, il Crocifisso per amore del mondo intero.

Madre di Dio, Angeli, Santi, insegnateci ad amare secondo il cuore di Gesù Crocifisso.

Fonte@MonsDiBruno

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