Mons. Costantino Di Bruno – Commento alle letture del 10 Aprile 2019

Il commento alle letture del 10 Aprile 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero

Dn 3,14-20.91-92.95; C Dn 3,52-56; Gv 8,31-42

Dio ha creato l’uomo libero. L’ha posto al di sopra di ogni essere esistente sulla terra. La condizione per essere signore nella sua creazione è una sola: essere sempre dalla volontà del suo Signore, Dio, Creatore. Esce dalla volontà del suo Dio e subito diviene prigioniero del peccato, schiavo di ogni altro essere creato, viene governato da ogni vizio. Non produce più frutti secondo la sua natura creata, ma secondo la sua natura corrotta. È legge di vita. Ogni albero produce dalla sua natura. Una natura buona produce frutti buoni. Una natura corrotta produce frutti di corruzione. La morte genera altra morte. La concupiscenza altra concupiscenza. Il vizio altri vizi. Il peccato altro peccato. In un crescendo che mai si arresta. È provato dalla storia che, quando un uomo inizia a cedere al peccato, cammina di peccato più lieve in peccato più grande. Davide iniziò con un adulterio e finì con il trasformarsi in un pluriomicida. Il peccato si sazia di peccato. Il peccato crede anche di poter nascondere il peccato con il peccato.

Si prende un albero. Lo sradica dal terreno. Esso da sé non può più ripiantarsi. Ha bisogno della mano dell’uomo. Così dicasi di un vaso. Cade a terra. Si frantuma. Da sé non si può più rimettere in unità. Occorre la mano sapiente, esperta dell’uomo perché venga riparato. Anche l’uomo si è frantumato con il peccato e continua a frantumarsi. Nessuno lo può riparare, perché la frattura è irreparabile. L’uomo frantumato può essere solo ricreato, rigenerato. Chi può ricreare e generare è solo Cristo Signore. L’uomo rigenerato e ricreato ritorna ad essere libero. Per questo Gesù può dire: “Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”. Se il ritorno nella libertà fosse solo questione di opera di Dio, in un attimo tutti gli uomini potrebbero essere da Lui ricreati e rigenerati. Occorre invece la volontà dell’uomo. Gesù predica la libertà nel suo nome, nella sua Parola, nella sua grazia, nel suo Santo Spirito. Annunzia il dono della vita eterna. Non solo occorre che l’uomo voglia la libertà, occorre anche che voglia viverla e la può vivere ritornando ad essere tutto e sempre dal suo Creatore. Come sarà dal suo Creatore? Dimorando e abitando nella Parola di Gesù. Facendo della Parola di Gesù la Legge della sua vita. Si ascolta l’invito alla conversione, si crede nella Parola, ci si lascia rigenerare, ricreare, da rigenerati e ricreati si vive nella Parola di Gesù. La libertà è nella fedeltà alla Parola. Mai fuori dalla Parola. Mai contro la Parola.

Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.

La libertà è dal peccato, dal vizio, dalla concupiscenza, dal male che non è fuori di noi, ma in noi. Da questo male interiore, che distrugge anima, spirito, corpo, solo il Creatore ci può liberare. Il Creatore ci libera per mezzo di Cristo Signore. Cristo Signore ci libera per mezzo del suo Santo Spirito. Il suo Santo Spirito ci libera per mezzo del ministero sacramentale della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Dio ha liberato. Cristo ha liberato. Lo Spirito vuole liberare. Chi manca oggi sono molti figli della Chiesa che non credono nella loro missione di creatori e di rigeneratori dell’uomo che vive sotto la pesante schiavitù del peccato. Se la Chiesa non libera, l’uomo rimane nella schiavitù.

Madre di Dio, Angeli, Santi, aiutate i figli della Chiesa a compiere il loro ministero.

Fonte@MonsDiBruno

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