Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 9 Ottobre 2021

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Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».

I cuori semplici e puri comprendono la verità che sgorga dalla bocca di Gesù. Questi cuori sanno che Gesù dice il vero, al contrario dei loro scribi e farisei che sovente dicevano falsità e maldicenze su di Lui.  Una donna ha il cuore gonfio di gioia, di esultanza per Gesù. Non può trattenersi in alcun modo. È come un fiume in piena che deve tracimare, esondare, invadere e allagare quanto incontra sul suo cammino. Questa donna lo deve gridare, non può trattenerlo nel cuore. Cosa grida questa donna? “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”.  Beata la donna che ti è madre. Beata quella donna che ti ha messo alla luce e ti ha nutrito. Cosa fa in fondo questa donna? Attribuisce la grandezza di Gesù ad un fatto puramente naturale, umano, della terra. Gesù sarebbe grande perché proviene da una famiglia buona, grande, santa.

Gesù non permette che si dia a Cesare quel che è Dio. Sempre Gesù dona a Dio quello che è di Dio. Dare la gloria a Dio è la prima opera, la prima testimonianza di ogni uomo di Dio. Gesù non è grande perché una madre l’ha concepito, nutrito, aiutato. La Madre di Gesù non è grande per natura. È grande per grazia. È grande per un dono dall’Alto. Sua Madre, è grande perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha messa in pratica. Gesù è un dono di Dio all’umanità. È il dono che il Padre ha fatto agli uomini.

Ecco cosa dice Gesù: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3,16-21).

Questo dono è stato possibile perché una donna ha creduto, ha risposto il suo sì a Dio, ha obbedito, ha permesso che Lui venisse concepito, partorito, donato al mondo. È Dio che fa grande, non la natura. Quando Dio fa grande una persona? Quando questa ascolta la sua Parola e la osserva. L’uomo è grande solo quando vive di fede. Solo allora Dio può intervenire nella sua vita e compiere l’opera del suo amore e della sua misericordia. Gesù è grande non perché Figlio della Vergine Maria. È grande perché ogni giorno si pone in ascolto del Signore e ne compie tutta la volontà. Una sola è la vera grandezza dell’uomo: l’ascolto e la messa in pratica di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio. Così per la Madre sua. Così è per Lui, per Gesù. Questa, e solo questa, è la legge della vera grandezza di una persona. La natura non c’entra nella vera grandezza. La natura è grande, diviene grande solo se ascolta, se mette in pratica, se osserva ogni Parola che esce dalla bocca di Dio. Questo metodo di Gesù deve essere da noi sempre osservato, vissuto: portare ogni cosa nella verità del cielo. Mai lasciare le cose nella falsità della terra.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 11,27-28

Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Proviamo ad entrare ancora più in profondità nel mistero delle Parole di Gesù. Lui sta parlando delle cose di Dio. È mentre parola delle cose di Dio che la donna alza il suo grido: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato”. Le parole di questa donna esprimo ammirazione per Gesù. Le sue parole sono verità. Essa però attribuisce tutto ad un fatto di natura. Gesù è grande perché ha avuto un madre buona. È grande perché nato in una famiglia per bene. Sua madre va dichiarata beata. Ha avuto un figlio oltre ogni attesa. Ogni madre vorrebbe avere un figlio come Gesù. Per questo sua madre è beata. Maria è beata, ma non perché ha avuto Gesù. Gesù è un dono. Maria è beata perché ha creduto nell’adempimento della Parola del suo Signore. Maria è grande per la sua fede.

Gesù ribadisce la verità su sua madre proferita dallo Spirito Santo. “Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano»”. È verità: mia Madre è beata perché ha ascoltato. Ha obbedito. Ha osservato. È verità: Io sono grande non perché sono Dio, sono Figlio di Dio, sono il Messia del Padre mio. Sono grande perché ho obbedito, obbedisco, faccio sempre le cose che sono gradite al Padre mio. Io sono grande perché amo il Padre. Dio è il solo grande e ogni vera grandezza dell’uomo è partecipazione della sua. Ognuno la partecipa in misura dell’obbedienza. Maria è grande perché si è data tutta a Dio. Cristo Gesù è grande perché si è fatto olocausto per il Padre. I cuori semplici, puri, sanno apprezzare la verità, soprattutto sanno riconoscerla. Una donna, ascoltandolo, percepì nel suo cuore la luce vera che emanava dalle parole di saggezza di Gesù. Lo confessa grande e per questo chiama beato il ventre che lo ha portato e il seno da cui ha preso il latte. Benedice sua madre e la loda per lodare lui e la sua saggezza.

Neanche nella lode, Gesù si lascia tentare, mai. Lui è sempre padrone e signore della verità. Questa la grandezza, la vera grandezza di Gesù. Quando un uomo è signore della verità, allora quest’uomo è veramente grande; ma è solo padrone della verità chi è santo e chi nella santità consuma i suoi giorni e in essa cresce ogni giorno.

Gesù non misconosce, non rinnega la beatitudine di sua madre. Le dona il vero senso. Sua Madre è beata perché ha ascoltato la Parola di Dio e la ha osservata, l’ascolta oggi e l’osserva. La beatitudine per Gesù è solo quella che nasce dalla fede. Anche Elisabetta aveva conosciuto questa verità e l’aveva annunziata alla Madre di Gesù. E beata colei che ha creduto nell’adempimento della parole del Signore.  La beatitudine non è quindi un fatto naturale, da uomo a uomo, o da madre a figlio. La vera beatitudine è un dono discendente da Dio in seguito all’ascolto e all’osservanza della parola di Dio. La beatitudine è quella eterna.

Chi è il vero beato nel regno di Dio? Questa è la domanda che ogni anima deve porsi. Dalla risposta dipende tutta intera la nostra vita su questa terra e nei cieli. La vera beatitudine non è un fatto naturale, di discendenza, di natali, di possedimenti, di ricchezza, di scienza, di dottrina, di conoscenza, di relazioni, di amicizie, di frequentazione. Tutto questo non dona la vera beatitudine. Essa non è in ciò che si mangia, o in ciò che si beve e neanche in quello che noi indossiamo. Essa non sta né nella povertà né nella ricchezza, non nell’oro, né nelle pietre preziose, in nessuna cosa creata sta e risiede la vera beatitudine. Cercarla nel creato ed in quanto esiste è sciupare il tempo, oltre che cosa vana. È, questa ricerca, pura vanità ed inseguire il vento, tanto, mai la si potrà trovare.

Gesù ci insegna che la vera beatitudine viene solo dall’ascolto e dalla messa in pratica della parola di Dio. Poiché la parola di Dio ci unisce e ci mette in comunione con Dio, con la sua vita divina, vera beatitudine è possedere Dio, la sua luce, la sua verità, il suo amore, la sua grazia, cose che vengono a noi solo attraverso la fede, che è ascolto e vita nella parola della rivelazione, nel comandamento del Signore. Per noi cristiani è il Vangelo la vera beatitudine e solo chi entra in esso è veramente beato, sulla terra e nei cieli. Maria Santissima è beata non perché Gesù ha succhiato il latte da lei, è beata perché ha ascoltato la Parola di Dio, l’ha messa in pratica ed è potuta così divenire Madre di Dio. Madre di Dio si diventa solo per la fede e sulla terra e nei cieli non c’è beatitudine più grande concessa ad una creatura. Ecco le parole di risposta della Vergine Maria: “Allora Maria disse: Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua Parola”. Vera professione di totale obbedienza.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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